Perchè guardare il Racconto dell’Ancella

Fra le serie di successo che dovevo recuperare c’era il Racconto dell’Ancella, tratta dall’omonimo romanzo distopico della scrittrice canadese Margaret Atwood.

Andata in onda su TimVision vede fra le interpreti volti già noti agli spettatori: Elizabeth Moss di Mad Man, Samira Wiley direttamente da Orange is New Black e la Gilmore Girl Alexis Bledel.

Quello che mi ha più colpito, avendo letto anche il romanzo, è lo stretto legame che intercorre fra le vicende narrate e i tantissimi casi di cronaca e politica a cui stiamo assistendo. E come se la Atwood avesse profetizzato nel 1985, anno di pubblicazione del romanzo, quello che sarebbe accaduto oggi.

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TRAMA

Gli Stati Uniti d’America sono stati trasformati in un regime oligarchico denominato repubblica di Gilead. Tutto era iniziato con un colpo di Stato ad opera di un gruppo armato che rivendicava una società primitiva, una società che avesse a cuore l’ambiente e dove le donne tornassero a rivestire il ruolo per il quale erano stata create da Dio: essere madri. Questi ribelli accusavano il governo di aver distrutto il pianeta con l’inquinamento. Quest’ultimo ritenuto anche causa dell’abbassamento della natalità. Bassa natalità che da alcuni era da ricondurre anche al desiderio delle donne di lavorare, fare carriera e occupare posti di rilievo all’interno della società. Dal colpo di Stato scaturisce una terribile guerra civile dove i ribelli hanno la meglio. La giovane repubblica di Gilead con la Bibbia alla mano riscrive le regole governative: istituisce il reato di genere, abolisce la pratica dell’utero in affitto, perseguita chi si è macchiato del reato di aborto, ristabilisce il ruolo delle donne suddivise adesso in Mogli, Marte, Ancelle e Schiave e fa della procreazione di nuove vite la base su cui si fonda tutto il suo sistema. A controllare che tutto fili liscio ci sono gli Occhi feroce braccio armato del regime.

Le donne sono divise in quattro categorie, ci sono le Mogli, vestite di azzurro, fedeli compagne dei Comandanti che compongono l’élite governativa, donne sterili il cui unico compito è quello di gestire la loro famiglia e la casa. In quest’ultima attività sono aiutate dalle Marte, donne in età avanzata che hanno dimostrato di essere timorate di Dio e per questo graziate dal regime a ruolo di domestiche.

Tutte le altre donne che invece, prima di Gilead si sono macchiate di crimini contro l’umanità come ad esempio aver praticato aborti, essere omosessuali o semplicemente aver rivendicato i propri diritti e la propria libertà sono state destinate come schiave nelle colonie, luoghi dove è altissima la concentrazione di radiazioni nucleari. Infine ci sono le Ancelle, donne fertili che sono chiamate a dare dei figli all’élite governativa di Gilead. Fra di loro c’è June Osborne, anche se il suo nuovo nome è Difred.

LE ANCELLE.

Le ancelle vestono di rosso e portano sul capo una cuffia bianca con grandi alette in maniera tale da non vedere nulla e non essere viste da nessuno, una sorta di burqa moderno. Il loro compito è solo quello di rimanere incinte e per questo sono costrette a sottoporsi al rituale, un vero e proprio stupro, al quale partecipa anche la moglie del comandante.

Alle ancelle è stato assegnato un nuovo nome, vengono chiamate col nome dell’uomo che le possiede, così June è Difred e la sua amica Emily diventa Diglen, poi c’è Diwarren, Dithomas, Distiven e così via.

L’intento di Gilead è di annullare queste donne come esseri umani e di ridurle a semplici schiave sessuali il cui compito è solo quello di procreare, ma June non ci sta e fa di tutto per tenere vivo il ricordo della sua vita passata, il ricordo di sua figlia e di suo marito. A un certo punto June e le altre si ribellano.

A dar volto a Difred/June ritroviamo la bravissima Elizabeth Moss già protagonista in un’altra serie di successo Mad Man, col suo sguardo di ghiaccio ci regala un personaggio unico nel suo genere, un personaggio nel quale vivono due donne, da un lato Difred, dall’altro June.

Nei panni del subdolo Comandante Fred Waterford troviamo il premio oscar Joseph Fiennes, sua moglie Serena Joy è interpretata da Yvonne Strahouski.

Fra le altre ancelle Moira e Emily, la prima è interpretata da Samira Wiley già nota per essere stata una delle detenute di Orange is New Black e poi c’è Alexis Bledel che con Emily è riuscita a scrollarsi di dosso la Rory di Gilmore Girl.

Infine c’è Nick, interpretato da Max Minghella, misterioso ragazzo, è un Occhio o è un membro della resistenza?

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DAL ROMANZO ALLA SERIE

La serie composta da due stagioni e diretta da Bruce Miller è la perfetta trasposizione del romanzo di Margaret Atwood, anzi la serie riesce a rispondere a tutti quei quesiti che in un certo senso restano aperti nel romanzo.

Romanzo e serie televisiva sono una lucida analisi sul ruolo fragile e subordinato della donna nella società moderna.

Condizione femminile che è il tema centrale di tutto la produzione letterale della Atwood, tema di cui vi ho già parlato nel post IL FEMMINISMO DI MARGARETH ATWOOD

scritto quando Netflix propose un’altra serie tratta da un altro romanzo della Atwood, L’Altra Grace.

Il racconto dell'ancella libro

PERCHE’ GUARDARE IL RACCONTO DELL’ANCELLA

Consiglio vivamente sia la serie televisiva che il romanzo scritto nel 1985, in quanto in qualche modo Margaret Atwood è riuscita a profetizzare quanto sta succedendo in Occidente. L’avanzare di politiche di estrema destra, i movimenti che negano l’aborto e i diritti degli omosessuali e dei transgender, uomini delle istituzioni che hanno esternazioni contro le donne che a loro avviso dovrebbero restare a casa a fare le mogli e le madri, altrimenti sono inutili. Lo sconcertante atteggiamento dei governi difronte ai problemi ambientali, l’odio verso gli stranieri, l’odio verso tutto quello che è diverso da noi. Per non parlare poi di quando viene descritto l’attacco alla Casa Bianca e al Pentagono e non puoi non pensare al 11 settembre del 2001.

Il Racconto dell’Ancella ti proietta in una realtà che non è così lontana, una realtà che possiamo cambiare, soprattutto noi donne, lottando per i nostri diritti.

Un’opera che ti porta a chiederti che cos’è il femminismo, un movimento di rivalsa che ha cavalcato l’onda delle grandi manifestazioni di piazza o è qualcosa di più?

Un qualcosa che non vuole che le donne si sostituiscano agli uomini, ma semplicemente che le donne possano essere libere di essere sé stesse.

Lo so questa volta mi sono divulgata un po’ troppo ma questa serie mi ha preso davvero tanto. Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione in proposito.