Pirandello, un evergreen

Lo scorso fine settimana si è aperta ufficialmente la nuova stagione al Teatro Vittorio Emanuele di Messina.

Apertura che ha visto in scena la commedia di Luigi Pirandello Pensaci Giacomino con il bravissimo Leo Gullotta e la lettura drammaturgica di Fabio Grossi. Diretta da Matteo Pappalardo per la sezione musica e Simona Celi Zanetti per la prosa.

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La storia ha come protagonista il professore di storia naturale Agostino Toti, interpretato da Leo Gullotta, che ormai stanco e invecchiato teme di morire di solitudine. Decide allora di fare un atto di bene e di aiutare Lillina la figlia dei bidelli della scuola dove insegna. La ragazza, infatti è incinta di un giovane, Giacomino Delisi, il ragazzo senza arte e ne parte non sa come provvedere alla giovane e al bambino, motivo per il quale è osteggiato dai genitori di lei. Il buon professor Toti decide di prendere in moglie la ragazza, rendendola così unica erede dei suoi beni quando lui non ci sarà più, inoltre riesce a trovare un lavoro in banca a Giacomino, al quale inoltre dà il permesso di recarsi a trovare Lillina e il bambino in casa loro. La cosa scatena il putiferio in paese. Le famiglie dei giovani non accettano che la gente sparli di questa situazione e continuano a fare pressione sullo stanco professore affinché cambi atteggiamento. Pressioni che saranno rappresentate da un inquietante parroco, il reverendo Landolina.

Ma Agostino Toti se ne infischia di quello che dice la gente e fa di tutto affinché il suo gesto caritatevole nei confronti di Giacomino non sia vano.

L’intera narrazione si basa sul gioco delle maschere, molto caro a Pirandello, ognuno di noi vive indossando una maschera per compiacere gli altri ed essere accettato dalla società e dalle sue regole, questo conduce gli individui a vivere una commedia giornaliera reale dai tratti drammatici che spesso si conclude con la sconfitta dell’individuo.

In questo caso abbiamo a che fare con la maschera dell’ipocrisia indossata dai genitori di Lillina, dalla sorella di Giacomino e dal reverendo Landolina, ai quali importa solo quello che pensa la gente. Agostino Toti rappresenta colui che cerca di rompere un sistema fatto di pettegolezzi, invidie e invadenza da parte della gente comune, tutte cose queste magistralmente rappresentate nella scenografia di Angela Gallaro Goracci.

Bravo come sempre Leo Gullotta e ottima la scelta di Pirandello le cui opere sono sempre attuali. In Pensaci Giacomino oltre all’idea di rompere i dettami di ipocrisia della società, viene messa in luce l’immagine dell’insegnate che cerca di aiutare i giovani, ruolo che in realtà viene deriso e considerato inutile dalla società, un po’ quello che avviene oggi nella scuola italiana.

A voi piace Pirandello? Avete un’opera preferita di questo straordinario scrittore siciliano premio Nobel per la letteratura?

Scrivetemelo nei commenti.

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Questa foto ritrae il soffitto del Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Dipinto realizzato da Renato Guttuso e rappresenta la leggenda di Colapesce.

P.S.

Le foto di questo post le ho fatte io, Lucia.

UNA SERA A TEATRO

Venerdì sera sono stata a teatro a vedere DUE, la commedia scritta e diretta da Luca Miniero (regista di BENVENUTI AL SUD e NON C’E’ PIU’ RELIGIONE) e interpretata da Chiara Francini e Raul Bova. La presenza di quest’ultimo ha spinto buona parte delle mie concittadine a indossare i loro abiti migliori ed a tirar fuori dagli armadi le pellicce, senza curarsi che fuori c’erano 22 gradi. Sembrava di stare al ballo di Cenerentola, come se quel immaginario principe azzurro, che presto sarebbe apparso sul palcoscenico, avesse scelto la sua lei fra le ragazze del pubblico.

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Le foto di questo post sono state realizzate da Se Jane Austen avesse avuto la tv

Alle 21.10 circa si apre il sipario e facciamo la conoscenza di Paola (Chiara Francini) e Marco (Raul Bova) una coppia di giovani fidanzati intenti a costruire un letto in quella che sarà la loro nuova casa una volta sposati. I due si confrontano sulla paura del matrimonio e sul cambiamento che la cosa comporterà al loro rapporto. Paola, come tutte le donne, è speranzosa e piena di buoni propositi, prendendo la cosa con molta serietà. Marco, come tutti gli uomini, è molto più immaturo e prende le cose con molta più leggerezza. I due cercano di esorcizzare la paura analizzando i pregi e i difetti l’uno dell’altro e immaginando il loro matrimonio e il loro rapporto di coppia fra 20 anni. Cercano di dare delle risposte ai loro numerosi interrogativi. Alla fine capiscono che l’unica cosa che conta è essere sé stessi, liberi dalle convenzioni che la società ti impone, liberi di amarsi, liberi di essere solo loro due.

Una commedia carina, dove si ride e si riflette su quello che dovrebbe essere il matrimonio. Commedia che delude le aspettative. I vari dialoghi sono intervallati da intermezzi musicali dove i due protagonisti si cimentano come ballerini. Dialoghi che a lungo a dare risultano un po’ noiosetti. Chiara è un leone da palcoscenico, salta, balla, ride e recita bene. Istrionica, brillante e ironica, è il pilastro di tutta la narrazione. Se non ci fosse stata lei, la commedia sarebbe risultata molto più noiosa.

Raul era alla sua prima esperienza teatrale, impacciato come ballerino, lo posso descrivere usando una frase detta da una mia cara amica che mi ha accompagnato a vedere lo spettacolo: Raul è fatto per farsi guardare. Insomma la sua interpretazione non convince molto.

In generale è una commedia senza lode e senza infamia, perfetta se si vuole passare un’ora e mezza tranquilla in compagnia delle proprie amiche.

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Mosaico che si trova davanti l’ingresso del teatro Vittorio Emanuele di Messina