QUANDO LE DONNE DIVENTANO PROTAGONISTE DELLA STORIA

REBELLION è un’altra serie originale Netflix. Questa volta siamo in Irlanda e precisamente a Dublino. E’ il 23 aprile 1916, domenica di Pasqua, tutto è pronto per far scoppiare la ribellione contro il governo inglese, che difficilmente concederà l’indipendenza alla sua più antica colonia. Protagoniste tre giovani donne, che in maniera diversa prenderanno parte a una delle più importanti pagine della storia irlandese.

Elizabeth Butler, studentessa di medicina e fidanzata di Stephen un giovane deputato irlandese al parlamento inglese, appartiene a quell’alta borghesia (il padre è un banchiere) che più di tutti si opponeva all’indipendenza dall’Inghilterra. Contraria alla vita che i genitori hanno scelto per lei, Elizabeth entrerà a far parte dell’esercito rivoluzionario, pagando a caro prezzo le conseguenze delle sue azioni. Le vicende della famiglia Butler si scontreranno con quelle di un’altra famiglia, molto più povera i Mahon.

Jimmy Mahon è un sindacalista e un fervente attivista della causa indipendentista, vive con la famiglia del fratello al momento al fronte (la ribellione irlandese scoppiò in piena prima guerra mondiale), si ritroverà a combattere le truppe governative fianco a fianco con Elizabeth.

Tra i ribelli c’è anche Frances O’Flaherty, una giovane insegnante che dalla provincia si è trasferita a Dublino, si distingue subito per intraprendenza e per come maneggia le armi da fuoco. Ha una forte personalità ed è la più enigmatica fra le tre protagoniste.

Frances vive in una pensione e divide la stanza con un’altra giovane May Lacy. May fa la segretaria presso gli uffici governativi ed è l’amante del vice sottosegretario Charles Hammond. Anche May nel suo piccolo darà il proprio contributo alla ribellione, ruba infatti sotto le pressioni di Frances, un importante documento che darà vita alla rivolta. Si ritroverà suo malgrado a far parte di uno strano triangolo amoroso fra Hammond e sua moglie, pagando anche lei in modo drastico le conseguenze delle sue azioni.

I ribelli riescono a tenere sotto assedio la città di Dublino per ben tre giorni, ma il 29 aprile, quando in città sopraggiungono 16.000 soldati inglesi, sono costretti alla resa. Quasi tutti i ribelli vengono arrestati e fucilati dopo processi sommari, il 12 maggio però il governo inglese grazia i prigionieri e commuta la pena di morte in ergastolo da scontare in carceri inglesi.

Quale sarà il destino di Elizabeth, Jimmy, May e Frances che alla fine sembra essere l’unica ad averla fatta franca?

Serie storica, fatta bene, recitata bene, che non ha nulla da invidiare alle serie della BBC. Serie che ci racconta avvenimenti storici poco conosciuti e il coraggio di un popolo che approfitterà della guerra mondiale (così come faranno i russi nell’ottobre del 1917) per ribellarsi al dominio di una monarchia che li schiavizzava. Ma soprattutto ci racconta il coraggio di tre giovani donne.

Donne che si ribellano agli schemi della società che le vuole madri e mogli soggette alla volontà maschile. Donne che decidono di lottare per il proprio paese e di entrare a far parte della storia.

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LA LEGGENDA DI MATA E GRIFONE

Temi come Immigrazione e Integrazione fanno parte ormai della nostra quotidianità. Temi che spesso sono utilizzati dalla classe politica come mezzo per allontanare l’interesse pubblico da altri problemi quali la crisi economica o la disoccupazione. Capisco che i numerosi sbarchi sulle coste siciliane ad oggi siano diventati un problema e comprendo anche la paura del diverso che tanti Italiani manifestano. Trovare un punto d’incontro fra civiltà così diverse è davvero difficile.

La storia della mia città, Messina, è una storia di integrazione ed ha del sorprendente se si pensa che tutto è accaduto intorno all’anno 1000 d.c.

Protagonisti due giovani, lei una bellissima principessa cristiana, lui uno spietato pirata saraceno di religione islamica (situazione molto attuale, se pensiamo ai continui sbarchi sul canale di Sicilia, o agli attentati di matrice islamica ai danni della società occidentale e quindi cristiana).

Lei è Marta, figlia di re Cosimo di Camaro piccolo regno che si affacciava su quello che sarebbe diventato lo stretto di Messina, lui è Hassan Ibn Hammar ed è a capo di un gruppo di pirati saraceni, i più violenti che avessero solcato il mar Mediterraneo. Criminali che non hanno alcuna difficoltà ad invadere lo stretto, saccheggiarlo e trasformarlo nella loro roccaforte. Durante uno di questi saccheggi, Hassan incontra lei, Marta, e rimane affascinato non solo dalla bellezza della ragazza ma anche dai suoi modi gentili e dal coraggio che dimostra nell’aiutare la popolazione di Camaro assediata dai saraceni. Per Hassan è un vero colpo di fulmine, tanto da chiederla in sposa a re Cosimo. Quest’ultimo rifiuta energicamente e rifiuta anche Marta appena apprende le intenzioni del saraceno. Per Hassan il rifiuto è peggio di una pugnalata in pieno petto e accende in lui una violenza inaudita che riversa sui poveri abitanti dello stretto. Marta è terrorizzata ma decide lo stesso di incontrarlo e di spiegargli il perché del suo rifiuto.DSC04257DSC04256

In queste foto vediamo Mata e Grifone cosi come li ha concepiti l’artista Manuela Caruso nell’ambito del progetto Streetart.

 

Rifiuto che è dettato dai suoi precetti cristiani che mal si sposano con i gesti violenti del saraceno. Hassan, l’ha ascolta in silenzio e alla fine, come pegno del suo amore, decide di cambiare vita e di convertirsi al cristianesimo. Marta commossa da questo gesto decide di dargli un’opportunità e a poco a poco si innamora del giovane moro decidendo di sposarlo.

Hassan cambia poi il nome in Grifo, che sarà poi modificato dalla popolazione in Grifone per la sua possente statura, insieme a Marta, Mata in dialetto messinese (e a quanto dice la leggenda neanche lei scherzava a statura) daranno vita ad una progenie con una discendenza così numerosa da essere considerati i mitici fondatori della città di Messina. La loro statura gli ha regalato, nei secoli, l’appellativo di U GIGANTE E A GIGANTISSA nel dialetto messinese.

Un’altra leggenda vuole la dimora di Hassan sulla collina dove oggi sorge il santuario di Dinnammare (luogo di culto molto amato dai messinesi), che prenderebbe il nome proprio dal pirata saraceno, pirata che decise di trasformare la sua roccaforte in una chiesa e donarla a Mata come segno del suo amore.

Il mito di Mata e Grifone rivive ogni anno per le vie della città, il 14 agosto, con la tradizionale passeggiata dei Giganti, così infatti sono denominate da secoli le due enormi statue lignee raffiguranti i due fondatori. Lei in groppa a un cavallo bianco lui su uno nero.

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Le foto presenti in questo post sono state realizzate dalla sottoscritta