Storia del nuovo cognome

Buona sera a tutti, chiedo scusa per il lungo periodo di latitanza, ma mi riesce un pò difficile gestire tutto. Mi sono ripromessa però di essere più presente in questo mio piccolo spazio virtuale.

Ricomincio a parlarvi di serie tv e lo faccio con una serie che si è conclusa da poco, ovvero, Storia del Nuovo Cognome, la seconda stagione de L’Amica geniale diretta da Saverio Costanzo e tratta dai best seller di Elena Ferrante, la misteriosa scrittrice napoletana che ci ha fatto innamorare delle vicende di Lila e Lenù e con esse ci ha condotto nella Napoli degli anni cinquanta fino ai giorni nostri narrando quasi sessant’anni di storia italiana.

Lila e Lenù le bambine che conducevano una vita quasi in simbiosi, in questa seconda stagione si separano, le scelte che entrambe faranno per riscattarsi dal rione le condurranno a vivere due esistenze su due livelli nettamente contrapposti. Scelte che faranno innescare invidie e gelosie.

Una studia, l’altra lotta per la sopravvivenza, una diventa scrittrice, l’altra lavora carne di maiale in un salumificio, una teme di dire cose sbagliate e di non avere pensieri interessanti, l’altra cerca di non farsi ammazzare dal marito.

Il punto di rottura della loro amicizie e l’inizio del loro rapporto di amore/odio è alla festa della professoressa Galiani, qui Lila si accorge di tutto quello che si sta perdendo e della immensa fortuna che ha Elena, capisce di quanto sia stata scellerata la scelta di sposare Stefano Carracci che si è rivelato un uomo meschino, violento e avaro, capisce che la sua esistenza è destinata a svolgersi ai margini della società sotto le violenze del marito e i soprusi della sua famiglia d’origine. Decide di essere felice e lo fa innamorandosi di Nino, pur consapevole dei sentimenti che Elena prova per il ragazzo, ma del resto perché Elena deve avere tutto e lei no?

Elena invece studia e si impegna e comprende che lo studio può essere la sua unica arma di riscatto dal rione, da sua madre e da Lila. Si dà Lila. Non sopporta più l’eterno confronto con l’amica, amica che è sempre più coraggiosa di lei, più determinata, più bella. Lila riesce a catalizzare l’attenzione di tutti ed è soprattutto geniale.

Se nella scorsa stagione le due ragazzine si alternavano nel ruolo dell’amica geniale, in questa seconda stagione non ci sono dubbi era Lila quella, come dice la maestra Oliviero, destinata a grandi cose.

Trasferendosi a Pisa Elena pensa di poter finalmente spiccare il volo e invece no. Leggendo i diari che Lila le ha affidato capisce che lei è un Quasi. Pur riuscendo ad ottenere tutto quello che si era prefissata, Elena sente che le manca un pezzo. Invece Lila non sarà mai un Quasi, tutto quello che vuole se lo prende come con Nino.

Quanti di noi si sono sentiti almeno una volta nella vita un Quasi, quanti di noi si sono sentiti sopraffatti dalla paura che ci ha impedito di dare quella giusta svolta alla nostra vita, quanti di noi pur ottenendo ottimi risultati si sentono sempre insoddisfatti.

Ecco io credo che il successo de L’amica geniale sia proprio questo ossia il fatto che ognuno di noi sia stato almeno una volta nella vita un po’ come Lila e un po’ come Elena. La loro storia è la nostra storia.

La Rai ha già assicurato l’inizio delle riprese della terza stagione dal titolo, Storia di chi fugge e di chi resta, dovremmo però dire addio a Gaia Girace e Margherita Mazzucco le bravissime e giovanissime interpreti che hanno dato il volto a Lila e Elena. Per esigenze anagrafiche e di copione infatti le attrici e buona parte del cast sarà sostituito. È già partito il toto nomi per chi interpreterà le nuove Lila e Lenù, ma è probabile che anche in questo caso le attrici saranno due giovani donne emergenti.

Voi cosa ne pensate? Io ad esempio non ho letto i romanzi, c’è chi fra voi lo ha fatto?

Ci sono molte differenze fra i libri e la serie? Vi aspetto nei commenti.

 

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L’Amica Geniale

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C’era una volta un povero rione della Napoli degli anni 50 e c’erano due bambine Lila e Lenù che pur vivendo in famiglie umili con molte ristrettezze cercano con tutte le loro forze di riscattarsi.

Lila e Lenù sono le protagoniste della serie L’Amica Geniale andata in onda ieri sera su RAI 1 e tratta dal best seller omonimo scritto dalla misteriosa Elena Ferrante.

La serie coprodotta da Rai Cinema, Hbo, TimVision e Fandango era stata presentata all’ultima mostra del cinema di Venezia dove era stata molto apprezzata dalla giuria.

Le numerose aspettative createsi intorno a questa produzione diretta dal regista Saverio Costanzo hanno creato un vero e proprio conto alla rovescia fino a ieri sera.

Con tutta onestà ero un po’ scettica, in quanto ogni qual volta si generano questi fenomeni televisivi le aspettative sono sempre deluse, inoltre qualche hanno fa mi ero imbattuta nella lettura di un libro della Ferrante, L’Amore Molesto, e sinceramente non mi era piaciuto.

Di conseguenza in questi anni non ho neanche letto la quadrilogia di L’Amica Geniale, ma dopo ieri sera me ne sono pentita.

Quello che è visto ieri sera è un racconto così vero e viscerale che mi ha lasciato senza parole. Vero perché alcuni episodi narrati fanno parte di racconti che spesso ho ascoltato dalla voce delle mie nonne. Viscerale perché le emozioni di queste due bambine ti arrivano in maniera empatica.

Bimbe che devono lottare contro genitori che l’estrema misera porta a gesti irrazionali, genitori che vorrebbero dare di più ai loro figli ma non possono, genitori che cresciuti senza amore non riescono a darlo ai loro bambini.

Bimbe che a loro modo non ci stanno ad essere considerate inferiori solo perché femmine. Bimbe che lotteranno per la propria indipendenza.

L’Amica Geniale è una sorta di manifesto dell’emancipazione femminile, ma è anche la storia di un’amicizia.

Un’ amicizia quella fra Lila e Lenù fatta di grande complicità, ma anche rivalità. La ragazzina che agli occhi di tutti sembra essere la più forte e la più determinata, Lila è in realtà la più fragile. Mentre Elena, per tutti Lenù, così calma e mansueta sarà quella che colpirà tutti con il suo coraggio.

La vicenda delle due giovani protagoniste è inserita in una Napoli caratterizzata da un carosello di personaggi che rimanda alla storia della città e in un certo senso alla storia dell’intero paese.

Non avendo letto il libro non posso fare il confronto, ma devo dire che sia l’interpretazione delle due piccole protagoniste sia la scenografia, i costumi e la sceneggiatura sono davvero straordinari.

E voi cosa ne pensate. Avete visto la serie ieri sera. Chi di voi ha letto libro e mi può dire la sua sul confronto? Aspetto i vostri commenti.