Un Piccolo Favore

Stephanie Ward è una giovane mamma single che fa di tutto per essere una buona madre, ha un blog di cucina e la sua vita trascorre in maniera lenta e anonima, fino a quando non fa la conoscenza di Emily.

Emily Nelson è la madre di un compagno di scuola del figlio di Stephanie, i bambini vanno molto d’accordo, così le due donne decidono di prendere un Martini insieme.

Per Stephanie è l’inizio di una nuova amicizia, la donna è totalmente affascinata da Emily così diversa da lei. Emily è sicura di sé, fa le PR per un famoso stilista, abita in una casa favolosa ed ha un guardaroba da far invidia a Chiara Ferragni. Stephanie è tutto l’opposto, timida, impacciata, vive con i soldi dell’assicurazione lasciategli dal suo defunto marito e veste come una ragazzina della terza media.

Le due così diverse diventano amiche per la pelle e quando un giorno Emily chiede a Stephanie un piccolo favore, ovvero di andare a prendere suo figlio a scuola perché lei è oberata dal lavoro, nulla sembra far presagire qualcosa di grave.

Invece Emily scompare misteriosamente e Stephanie inizia le ricerche dell’amica insieme al marito di lei Sean Townsend, scrittore fallito.

In poco tempo Stephanie si ritrova in un intrigo che la condurrà ad essere la protagonista di un vero e proprio mistero. Che fine ha fatto Emily? È suo il cadavere trovato in un lago a chilometri di distanza dal suo ufficio?

Emily non era chi diceva di essere, ma anche la cara e dolce Stephanie ha degli scheletri nell’armadio che sarebbe meglio che restassero tali e poi c’è Sean, marito devoto o assassino?

Questo è quanto posso dirvi di Un piccolo favore, per il resto vi consiglio di andare al cinema, perché è un thriller davvero molto bello. Un thriller che fino alla fine ti tiene col fiato sospeso, anzi ad un certo punto non ho capito più niente, cosa difficile per me che scopro l’assassino quasi sempre a metà narrazione.

Un piccolo favore è tratto dall’omonimo romanzo di Darcy Bell, scritto da Jessica Sharzer e diretto da Paul Feig, vede fra le protagoniste la bellissima Blake Lively nei panni di Emily e Anna Kendrick in quelli di Stephanie.

Il film mette in luce gli aspetti più subdoli dell’animo umano e gioca molto sul concetto che ognuno di noi ha dei segreti e che spesso intrecciamo rapporti d’amicizia solo ed esclusivamente per un nostro tornaconto personale.

Stephanie nella sua ingenuità e dolcezza si rivela una vera e propria detective tanto da decidere di condividere le sue perle investigative nel suo blog fra una ricetta e l’altra, blog per il quale spesso veniva derisa dalle altre mamme ma che in realtà le salverà la vita in tutti i sensi.

L’unica cosa che non mi è piaciuta è la colonna sonora, troppo francese, non c’entra nulla con la storia, ma credo che sia stato desiderio di una delle case produttrici di nazionalità francese. A proposito di case produttrici c’è anche la nostra Rai Cinema.

 

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DALLA RUSSIA CON AMORE

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Buona sera a tutti. Per prima cosa voglio scusarmi per il mio silenzio, negli ultimi due mesi sono stata molto impegnata. Ho iniziato a frequentare un master in marketing e comunicazione che mi ha preso totalmente, master grazie al quale forse la mia vita professionale potrà avere una svolta. Spero di poter continuare a curare questo spazio, ma far conciliare lavoro, studio, famiglia e blog è davvero molto difficile.

Gli impegni però non mi hanno impedito di guardare la tv (solo dopo cena) e la stagione estiva di quest’anno, stranamente, mi ha lasciato felicemente sorpresa.

La prima serie estiva che mi ha conquistato fin dalle prime battute è THE AMERICANS, che va in onda tutti i giovedì sera alle 21.20 su RAI 4. Serie che è stata trasmessa con successo negli Stati Uniti a partire dal 2013 e lì siamo ormai alla sesta stagione, in Italia è stata mandata in onda su Fox dove è arrivata alla quinta stagione, mentre in Rai siamo ancora alla seconda, ma le prime quattro stagioni sono tutte disponibili su Netflix. Protagonista una normale famiglia americana che vive a Washington DC., siamo nel 1981, da poco è iniziata l’era Reagan e i coniugi Philip ed Elizabeth Jennings non hanno nulla di cui lamentarsi, gestiscono con successo un’agenzia di viaggi, hanno due figli Paige di 13 anni e Henry di 8, vivono in una villetta a due piani e sono la perfetta famiglia americana, la famiglia che tutti vorremo avere come vicini.

In realtà Philip ed Elizabeth si chiamano Mikhail e Nadezhda e sono due spie del KGB. Fanno parte di una cellula silenziosa creata dai servizi segreti sovietici chiamati “illegali” il cui compito era quello di mimetizzarsi nella società americana per poter spiare gli organi di potere dal loro interno. Diretti e coordinati dalla misteriosa Claudia i due, diventati una coppia e poi una famiglia per volere del regime sovietico, devono far convivere la loro doppia vita. Elizabeth fra i due è quella più devota alla causa, Philip nel tempo ha iniziato a vedere le cose sotto una prospettiva diversa. A l’uomo non dispiace il modello di vita americano e inizia a dubitare del regime, Elizabeth invece si farebbe ammazzare per la grande madre Russia, ma si farebbe ammazzare anche per i suoi figli, ignari della doppia vita dei genitori, figli che sono cittadini americani a tutti gli effetti. Cosa accadrebbe ai ragazzi se Philip ed Elizabeth verrebbero scoperti?

A indagare su questa cellula silenziosa c’è una squadra speciale dell’FBI capitanata da Stan Beerman, Stan che è dirimpettaio dei coniugi Jennings non che miglior amico di Philip, Stan che non immagina minimamente che il nemico a cui dà la caccia è il suo vicino di casa, Stan che trovando come amante una funzionaria dell’ambasciata russa si ritroverà in grossi guai.

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Tutta la narrazione e l’introspezione dei personaggi si gioca su questa dualità che vede i protagonisti divisi fra America e Russia, fra l’essere genitori e essere spie. A proposito di spionaggio la suspence, i delitti, gli intrighi, i travestimenti e i colpi di scene vi terranno incollati allo schermo. Uno straordinario spy story nato dalla penna di Joe Weisberg, ex agente della CIA, e ispirato ad una storia vera. Philip ed Elizabeth sono interpretati da due attori straordinari, che grazie a questa interpretazione si sono tolti di dosso l’aria di bravi ragazzi a cui le interpretazioni precedenti li avevano legati. Sto parlando di Matthews Rhys (noto per aver interpretato Kevin Walker in Brother e Sisters) e Keri Russell (famosa per essere stata Felicity Porter). A proposito di Keri tutto il mondo la ricorda come Felicity, che detto fra noi non era proprio tutta sta furbizia, in THE AMERICANS è tutto l’opposto: fredda, calcolatrice e spezza ossi del collo con la stessa tranquillità con cui mia nonna fa la parmigiana di melanzane.

Molto importante è anche il contesto storico in cui si inserisce la serie, gli anni 80, gli anni di Reagan, il decennio più sanguinoso della guerra fredda, decennio in cui saranno gettate le basi per l’abbattimento del muro di Berlino e la fine dell’unione sovietica. Gli anni di Madonna e Michael Jackson, dei capelli cotonati, delle spalline e di uno stile di vita che ha fatto storia.

Una serie molto attuale, dato l’importante ruolo che ancora oggi la Russia gioca su piano internazionale, il cui presidente è stato l’ultimo capo del KGB. Una serie che ti racconta la guerra fredda da un altro punto vista, quello russo.

L’appuntamento è per sta sera su RAI 4.