QUANDO I SOGNI TI FANNO VOLARE

Los Angeles, la città dei sogni, il luogo dove ogni desiderio si trasforma in realtà, è la cornice di LA LA LAND, il film-musical scritto e diretto da Damien Chazell e interpretato da Ryan Gosling e Emma Stone. La pellicola che ha fatto indigestione di premi all’ultima edizione dei Golden Globe, non è riuscita ad accaparrarsi le 13 statuette per le quali era candidata agli Oscar, ma solo 6 tra cui miglior regia, miglior attrice protagonista e miglior colonna sonora. Non mi ha stupito il fatto che la pellicola non sia stata premiata come miglior film. Le aspettative, prima della sua visione, da parte mia erano tante, aspettative che in parte sono state deluse. Bravi la Stone (oscar meritato) e Gosling, ma la storia, forse, è un po’ debole.

LA LA LAND racconta la storia d’amore fra Mia (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling) e il desiderio da parte di entrambi di realizzare il proprio sogno, che per Mia è quello di diventare un’attrice e per Seb quello di aprire un locale dove si suona solo musica jazz. Al momento però lei fa la cameriera in un bar della Warner Bros (la casa di produzione cinematografica) e lui fa il pianista in un ristorante. Dopo una serie di primi incontri-scontri, i due capiscono di essere fatti l’uno per l’altra. Si dichiarano all’interno dell’osservatorio Griffith e lo fanno ballando, cantando e fluttuando fra le stelle di Hollywood. Da questo momento decidono di stare insieme e di sostenersi a vicenda nel realizzare il proprio sogno. Seb accetta la proposta di un ex compagno di liceo Keith (John Legend) che gli propone di diventare il pianista nel suo nuovo gruppo The Messengers. Il contratto permette a Seb non solo di guadagnare il necessario per l’apertura del suo locale, ma gli concede anche quella stabilità economica che serva a Mia per concentrarsi sulla sua carriera di attrice. La ragazza, infatti, sta lavorando ad un suo spettacolo teatrale per autoproporsi agli addetti ai casting. A questo punto iniziano le incomprensioni fra i due. Alla fine Mia diventa un’attrice importante del panorama americano mentre Sebastian apre il suo pub-jazz ma ………………. Ma non è tutto scontato nella vita, non si può avere tutto, a qualcosa si deve pur rinunciare.

Ciò che mi ha deluso in questo film non è solo la fine che lascia un po’ di amore in bocca o la storia che risulta un po’ debole, mi delude soprattutto l’aspetto tecnico del musical. Il film vuole essere un omaggio ai film di Fred Astaire e Ginger Rogers, ma non regge il confronto. A mio avviso ci sono troppe poche canzoni, e a parte il motivo d’amore che suona Seb al pianoforte, le altre non sono neanche canzoni che ti entrano in testa o che ti vien voglia di cantare. Bello è il messaggio del film: se credi in qualcosa, se insegui un sogno con tutto te stesso, prima o poi quel sogno si avvera. Mia e Sebastian non fanno altro che cercare il loro posto nel mondo, ricercano la felicità, tema, questo molto caro agli americani sul quale hanno fondato gran parte della loro storia. Tema che non è bastato a vincere l’oscar.

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Se Jane Austen avesse avuto la Tv

Questo è l’estratto dell’articolo.

Chissà cosa avrebbe pensato e scritto Jane Austen se ai suoi tempi ci fosse stata la televisione.

Me la immagino seduta su un comodo divano con accanto un buon libro e il telecomando, letteralmente dipendente dalle fiction e dalle serie di Netflix o Sky.

Sicuramente avrebbe aperto un blog per analizzare e criticare tutto ciò che questo strano elettrodomestico trasmette ogni giorno da più di 60 anni.

E quando la TV l’avrebbe annoiata, se ne sarebbe andata al cinema, senza però abbandonare l’interesse per tutto ciò che la circonda e per la sua grande passione, ossia ballare.

In questo blog si parlerà di serie tv, film, televisione e cinema, con una piccola finestra sulla città di Messina. Il tutto condito con un pò di romanticismo alla Jane Austen.

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