Assassino sull’Oriente Express

#IOSTOACASA

In questo periodo difficile per tutti nel quale ognuno di noi ha dovuto rivedere routine quotidiana e priorità, dovremmo cercare, dove è possibile, un aspetto positivo di questa quarantena forzata.

Uno fra tutti è recuperare tutte le serie televisive e film che ci siamo persi o rivedere i nostri preferiti. Io, nel mio piccolo, cercherò di suggerirvi, attraverso le mie recensione, quelle più gradevoli e proverò a segnalarvi dai palinsesti, attraverso la pagina facebook del blog, tutto quello che di interessante viene proposto in tv.

L’importante è RESTARE A CASA.

La prima segnalazione che vi faccio è Assassino sull’Oriente Express, diretto e interpretato da Kenneth Branagh e andrà in onda questa sera su RAI 1 e quindi recuperabile poi anche sulla piattaforma di RAIPLAY.

Quando la regina dei gialli Agatha Christie incontra uno dei migliori registi inglesi Kenneth Branagh, appunto, viene fuori un film che non ti aspetti.

Assassinio sull’oriente express è uno dei capolavori dell’autrice inglese che lo scrisse nella sua camera d’albergo durante un suo soggiorno a Istanbul nel lontano 1934. Non tutti però avrebbero dato alla vicenda la chiave di lettura che ne ha dato Branagh. A mio parere è riuscito a cogliere quelle sfumature sul concetto di vendetta e giustizia che la stessa Christie ha voluto evidenziare nel romanzo.

Tranquilli non vi svelerò nulla, perché credo che molti di voi magari non abbiano letto il libro e neanche visto le altre trasposizioni cinematografiche che sono state fatte nel tempo.

Protagonista della vicenda è Hercule Poirot, interpretato da Kenneth Branagh, bizzarro detective belga, che concluso un caso di furto a Gerusalemme programma una vacanza a Istanbul. A causa di un contrattempo il povero ispettore è costretto a rientrare prima del previsto a Londra, fortuna vuole che grazie ad una vecchia conoscenza riesca a trovare posto su una carrozza di prima classe dell’oriente express. Qui Poirot fa la conoscenza dei suoi compagni di viaggio: la missionaria Pilar Estravados, interpretata da Penelope Cruz, lo strano professore austriaco Gerhard Hardman, interpretato da William Dafoe, la principessa russa Natalia Dragomiroff, Judi Dench, il misterioso uomo d’affari americano Samuel Ratchett, Johnny Depp, Hector Macqueen assistente di Rachett, Mr Beddoes, Derek Jacobi, il maggiordomo di Rachett, il dottor Arbuthnot affascinante medico di colore, Caroline Hubbard, Michelle Pfeiffer, vedova intraprendente, l’istitutrice Mary Debenham, Daisy Ridley ovvero Rey la jedi della saga di Guerre Stellari, la contessa Helena Andrenyi col marito Rudolph, il venditore di automobili Beniamino Marques, Olivia Colman cameriera personale della principessa e Pierre Michel controllore a bordo dell’oriente express. Durante una notte Mr Ratchett viene assassinato con 12 pugnalate, contemporaneamente una valanga blocca la corsa dell’oriente express e Poirot ne approfitta per indagare e scoprire chi è l’assassino di Rachett. Quest’ultimo in realtà si chiamava John Cassetti e molti anni prima era stato coinvolto in un brutto caso di cronaca nera dove una bambina era stata uccisa. A poco a poco Poirot scoprirà che tutti i passeggeri della carrozza sono collegati alla morte di questa bambina.

Chi è l’assassino? Come ogni storia di Agatha Christie è la persona più improbabile. Film fatto bene, interpretato bene, scenografie e costumi perfetti e un cast eccezionale.

A presto.

assasinio sull'oriente express

 

Storia del nuovo cognome

Buona sera a tutti, chiedo scusa per il lungo periodo di latitanza, ma mi riesce un pò difficile gestire tutto. Mi sono ripromessa però di essere più presente in questo mio piccolo spazio virtuale.

Ricomincio a parlarvi di serie tv e lo faccio con una serie che si è conclusa da poco, ovvero, Storia del Nuovo Cognome, la seconda stagione de L’Amica geniale diretta da Saverio Costanzo e tratta dai best seller di Elena Ferrante, la misteriosa scrittrice napoletana che ci ha fatto innamorare delle vicende di Lila e Lenù e con esse ci ha condotto nella Napoli degli anni cinquanta fino ai giorni nostri narrando quasi sessant’anni di storia italiana.

Lila e Lenù le bambine che conducevano una vita quasi in simbiosi, in questa seconda stagione si separano, le scelte che entrambe faranno per riscattarsi dal rione le condurranno a vivere due esistenze su due livelli nettamente contrapposti. Scelte che faranno innescare invidie e gelosie.

Una studia, l’altra lotta per la sopravvivenza, una diventa scrittrice, l’altra lavora carne di maiale in un salumificio, una teme di dire cose sbagliate e di non avere pensieri interessanti, l’altra cerca di non farsi ammazzare dal marito.

Il punto di rottura della loro amicizie e l’inizio del loro rapporto di amore/odio è alla festa della professoressa Galiani, qui Lila si accorge di tutto quello che si sta perdendo e della immensa fortuna che ha Elena, capisce di quanto sia stata scellerata la scelta di sposare Stefano Carracci che si è rivelato un uomo meschino, violento e avaro, capisce che la sua esistenza è destinata a svolgersi ai margini della società sotto le violenze del marito e i soprusi della sua famiglia d’origine. Decide di essere felice e lo fa innamorandosi di Nino, pur consapevole dei sentimenti che Elena prova per il ragazzo, ma del resto perché Elena deve avere tutto e lei no?

Elena invece studia e si impegna e comprende che lo studio può essere la sua unica arma di riscatto dal rione, da sua madre e da Lila. Si dà Lila. Non sopporta più l’eterno confronto con l’amica, amica che è sempre più coraggiosa di lei, più determinata, più bella. Lila riesce a catalizzare l’attenzione di tutti ed è soprattutto geniale.

Se nella scorsa stagione le due ragazzine si alternavano nel ruolo dell’amica geniale, in questa seconda stagione non ci sono dubbi era Lila quella, come dice la maestra Oliviero, destinata a grandi cose.

Trasferendosi a Pisa Elena pensa di poter finalmente spiccare il volo e invece no. Leggendo i diari che Lila le ha affidato capisce che lei è un Quasi. Pur riuscendo ad ottenere tutto quello che si era prefissata, Elena sente che le manca un pezzo. Invece Lila non sarà mai un Quasi, tutto quello che vuole se lo prende come con Nino.

Quanti di noi si sono sentiti almeno una volta nella vita un Quasi, quanti di noi si sono sentiti sopraffatti dalla paura che ci ha impedito di dare quella giusta svolta alla nostra vita, quanti di noi pur ottenendo ottimi risultati si sentono sempre insoddisfatti.

Ecco io credo che il successo de L’amica geniale sia proprio questo ossia il fatto che ognuno di noi sia stato almeno una volta nella vita un po’ come Lila e un po’ come Elena. La loro storia è la nostra storia.

La Rai ha già assicurato l’inizio delle riprese della terza stagione dal titolo, Storia di chi fugge e di chi resta, dovremmo però dire addio a Gaia Girace e Margherita Mazzucco le bravissime e giovanissime interpreti che hanno dato il volto a Lila e Elena. Per esigenze anagrafiche e di copione infatti le attrici e buona parte del cast sarà sostituito. È già partito il toto nomi per chi interpreterà le nuove Lila e Lenù, ma è probabile che anche in questo caso le attrici saranno due giovani donne emergenti.

Voi cosa ne pensate? Io ad esempio non ho letto i romanzi, c’è chi fra voi lo ha fatto?

Ci sono molte differenze fra i libri e la serie? Vi aspetto nei commenti.

 

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