Tra le prime visioni offerte dalla tv generalista quest’estate mi ha colpito il nuovo medical drama The Resident.

Dimenticatevi di Grey’s Anatomy, Private Practise, Chicago Med e tutto quello che finora era stato narrato degli ospedali americani. In The Resident non abbiamo tormentate storie d’amore o interventi chirurgici fantascientifici, abbiamo, invece, un racconto veritiero che mette in risalto gli aspetti negativi del sistema sanitario americano.

Siamo ad Atlanta e al Chastain Park Memorial il dott. Conrad Hawkins, interpretato da Matt Czuchry, specializzando al terzo anno, si adopera insieme all’infermiera Nic, Emily Vancamp, a garantire a tutti i pazienti il diritto di essere assistiti, diritto che no né proprio la priorità dell’ospedale per il quale lavorano. Ad aiutarli arriva il dott. Devon Pravesix, specializzando del primo anno.

Al Chastain succedono cose insolite e i suoi corridoi sono percorsi da medici non sempre corretti, come ad esempio il dott. Randolph Bell, primario di chirurgia che non accetta il suo non essere più in grado di operare, con conseguenze gravissime in sala operatoria, conseguenze che gli hanno fatto guadagnare il soprannome di Dottor Morte. E poi c’è la dottoressa Lane Hunter, illuminante oncologa che ha messo a punto un protocollo eccezionale, un protocollo che guarisce i pazienti dal cancro.

Ben presto, però, si scoprirà di quanto la dottoressa Hunter sia cinica e spietata. Una donna che pur di incassare le assicurazioni sanitarie dei pazienti è pronta a tutto anche a diagnosticare il cancro a chi è sano come un pesce.

Accanto a loro troviamo un gruppo di giovani specializzandi che con devozione cercano di fare quello che ogni singolo medico è chiamato a fare in ogni parte del modo, ossia assistere e curare gli ammalati. E Conrad, Nic, Devon e la dottoressa Mina Okafor, chirurgo nigeriano dalle straordinarie capacità, cercano di fare ciò, in un sistema sanitario come quello americano che guarda più al profitto che alla salute dei pazienti.

Un sistema che tutela i medici e non i cittadini a cui non è garantito il diritto alla salute.

Ed è l’infermiera Nic ad affermare che gli errori medici sono la terza causa di morte negli Stati Uniti, dopo il cancro e le patologie cardiache, ma nessuno affronta l’argomento.

Se sei ricco ok puoi essere curato, ma se sei un senza tetto vieni rimbalzato da un pronto soccorso ad un altro fino a quando non trovi un’infermiera dall’animo umano che fa di tutto per curarti, altrimenti ti rispediscono sulla strada.

The Resident mostra il volto cinico e forse tremendamente realistico della sanità americana, dove la saluta no né un diritto, dove gli ospedali sono visti come delle aziende il cui scopo è solo quello di fatturare. Insomma una denuncia vera e propria che ha fatto guadagnare alla serie picchi di ascolto mai visti prima.

E voi l’avete vista? Se non lo avete fatto correte a recuperala sui Rai Play perché ne vale la pena.

 

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