Per il poeta francese Charles Baudelaire esiste un fascino per il male. Male che per Baudelaire era da intendersi come sconforto, decadenza sociale, vizio, malattia fisica o tormento interiore.

Nella società moderna il male è soprattutto potere e in ogni uomo la battaglia fra bene e male è sempre accesa. Su questo conflitto si basa Il Traditore, il nuovo film di Marco Bellocchio, presentato all’ultimo festival del cinema di Cannes.

Il Traditore racconta buona parte della vita di Tommaso Buscetta, il primo pentito di mafia, grazie alle cui dichiarazioni, il giudice Giovanni Falcone riuscì a costruire l’impianto accusatorio del famoso maxi processo contro Cosa Nostra.

Nei panni di Buscetta troviamo un magistrale Pierfrancesco Favino che insieme agli altri attori quali Maria Fernanda Candido, Fabrizio Ferracane e Luigi Lo Cascio ci regalano delle interpretazioni straordinarie che fanno da cornice al quadro realistico costruito da Marco Bellocchio.

Bellocchio che con questo film si è staccato da quello che era il suo consueto registro narrativo, regalando al pubblico il racconto di quella che è stata una delle pagine più nere della storia siciliana.

Siamo nella Palermo del 1980, durante la festa di Santa Rosalia, sta per avere inizio la terribile guerra fra i Corleonesi di Totò Riina e i Palermitani di Stefano Bontana per il controllo della droga. I primi avranno la meglio e Buscetta fiutando il pericolo si nasconderà in Brasile, non mette però al sicuro la sua famiglia rimasta a Palermo, famiglia che verrà trucidata dai Corleonesi, questi cercano di uccidere anche Buscetta, ma la polizia brasiliana è più veloce. Una volta arrestato Buscetta sarà estradato in Italia. Qui decide di collaborare con la giustizia, anche perché l’unico modo che ha di vendicarsi dei suoi nemici è attraverso lo Stato Italiano, stato che è rappresentato dal giudice Giovanni Falcone. Buscetta racconterà ogni cosa dalla genesi di Cosa Nostra alla guerra con i Corleonesi, dai riti di affiliazione all’organizzazione degli omicidi, dallo spaccio di droga fino all’infiltrazioni nella politica.

Buscetta rivendicherà fino alla fine il suo ruolo di uomo d’onore decantando di appartenere ad un’organizzazione che prima dei Corleonesi aveva un’etica. Sarà compito di Falcone ricordargli che Cosa Nostra è sempre stata un’associazione di criminali che si sono macchiati di crimini atroci fin dalla notte dei tempi.

La vendetta di Buscetta si consumerà durante il maxi processo che vedrà alla sbarra buona parte dei Corleonesi e chi per paura passò fra le file di quest’ultimi come Pippo Calò, amico di infanzia di Buscetta, che per ingraziarsi Riina uccise i figli del suo amico di infanzia.

Buscetta diventa una specie di rock star, diventando il primo pentito di mafia, ma come tutte le star ben presto anche la sua scia verrà ecclissata.

Bellocchio riesce a dare una doppia chiave di lettura al personaggio Buscetta. Da un alto abbiamo il mafioso che si sente tradito dall’ organizzazione criminale a cui appartiene. Mafioso che si serve, in maniera subdola, dello Stato per attuare la sua vendetta. Dall’altra parte abbiamo l’uomo, un uomo che si tormenta per non essere stato in grado di proteggere i suoi figli, un uomo che sarà ossessionato dai suoi nemici, un uomo che avrà paura di morire.

Bellocchio che riportandoci ad immagini che ricordano un po’ il Gattopardo di Visconti e il Padrino di Coppola ha realizzato davvero un bel film.

Chi di voi lo ha visto? Cosa ne pensate?

 

Il traditore

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