What/If

C’era molta attesa per la serie What/If, serie creata e prodotta da Mike Kelley e distribuita sulla piattaforma di Netflix. Serie che vedeva fra i suoi protagonisti il premio oscar Renèe Zellweger.

Ma come spesso accade le aspettative sono state deluse.

What/If si presenta come una serie intrigante e misteriosa un vero e proprio thriller psicologico che manca però di quella suspense tipica di questo genere narrativo.

La vicenda ruota attorno ad una giovane coppia di sposi Sean e Lisa Donovan, quest’ultima fatica a far decollare la sua start up biomedica per mancanza di investitori. Una sera nel bar in cui lavora, Sean incontra una donna misteriosa e molto affascinate che vuole investire sulla start up di Lisa.

Questa donna è Anne Montgomery, regina dell’alta finanza californiana e fautrice di una sua filosofia di vita secondo la quale gli obiettivi che gli individui si pongono nella vita vanno perseguiti ad ogni costo. Non importa cosa bisogna fare l’importante è raggiungere il proprio scopo. Una moderna Machiavelli in una società dove comanda chi ha i soldi. I legami e i sentimenti sono solo delle debolezze, delle fragilità, che possono essere usate dai tuoi nemici per distruggerti.

Per Anne il legame che unisce Sean e Lisa è la debolezza di quest’ultima. A cosa sarà disposta Lisa pur di riuscire a salvare la sua società dalla bancarotta? Sarà disposta a concedere Sean per una notte a Anne?

Questa è l’unica cosa che Anne chiede alla ragazza in cambio dei soldi per salvare la start up, oltre che a diventare sua socia in affari.

Lisa accetta, ma per contratto non potrà conoscere nulla della notte che suo marito trascorre con l’altra donna. Tutto ciò condurrà i due giovani a mettere in discussione il loro rapporto inoltre, Sean è davvero l’uomo che Lisa conosce o nasconde segreti inconfessabili perfino alla moglie? E chi è Anne Montgomery? Cosa le è successo di così traumatico nel trasformarla nella donna gelida, spregiudicata e priva di sentimenti, ma potente che è oggi?  Lisa sarà disposta a sacrificare i propri affetti per realizzare il suo sogno? Chi avrà la meglio il denaro o i sentimenti?

Attorno ai tre protagonisti ruotano altri personaggi fra cui Marcus, fratello adottivo di Lisa e il suo compagno e Todd e Angela Archer, una coppia di amici di Sean, perseguitati per tutta la serie da uno psicopatico il dott. Ian Harris. E qui sta il problema di What/If. Il racconto delle vicende dei personaggi minori è totalmente slegato dal racconto dei tre protagonisti principali. E come se l’intera struttura narrativa sia costituita da due rette parallele che non si incontrano mai.

Sulla storia di Todd e Angela si poteva fare una serie a parte, in quanto non c’è alcun nesso con la storia di Sean e Lisa.

Per non parlare del finale che può essere scontato, ma allo stesso tempo è sbalorditivo.

La vera parte da leone la fa Renèe Zellweger nei panni di Anne Montgomery, Renèe che con questa interpretazione si è scrollata di dosso i panni della imbranata Bridget Jones.

Chi di voi ha visto What/If, cosa ne pensate?

 

Locandina Netflix

Il Fascino del Male

Per il poeta francese Charles Baudelaire esiste un fascino per il male. Male che per Baudelaire era da intendersi come sconforto, decadenza sociale, vizio, malattia fisica o tormento interiore.

Nella società moderna il male è soprattutto potere e in ogni uomo la battaglia fra bene e male è sempre accesa. Su questo conflitto si basa Il Traditore, il nuovo film di Marco Bellocchio, presentato all’ultimo festival del cinema di Cannes.

Il Traditore racconta buona parte della vita di Tommaso Buscetta, il primo pentito di mafia, grazie alle cui dichiarazioni, il giudice Giovanni Falcone riuscì a costruire l’impianto accusatorio del famoso maxi processo contro Cosa Nostra.

Nei panni di Buscetta troviamo un magistrale Pierfrancesco Favino che insieme agli altri attori quali Maria Fernanda Candido, Fabrizio Ferracane e Luigi Lo Cascio ci regalano delle interpretazioni straordinarie che fanno da cornice al quadro realistico costruito da Marco Bellocchio.

Bellocchio che con questo film si è staccato da quello che era il suo consueto registro narrativo, regalando al pubblico il racconto di quella che è stata una delle pagine più nere della storia siciliana.

Siamo nella Palermo del 1980, durante la festa di Santa Rosalia, sta per avere inizio la terribile guerra fra i Corleonesi di Totò Riina e i Palermitani di Stefano Bontana per il controllo della droga. I primi avranno la meglio e Buscetta fiutando il pericolo si nasconderà in Brasile, non mette però al sicuro la sua famiglia rimasta a Palermo, famiglia che verrà trucidata dai Corleonesi, questi cercano di uccidere anche Buscetta, ma la polizia brasiliana è più veloce. Una volta arrestato Buscetta sarà estradato in Italia. Qui decide di collaborare con la giustizia, anche perché l’unico modo che ha di vendicarsi dei suoi nemici è attraverso lo Stato Italiano, stato che è rappresentato dal giudice Giovanni Falcone. Buscetta racconterà ogni cosa dalla genesi di Cosa Nostra alla guerra con i Corleonesi, dai riti di affiliazione all’organizzazione degli omicidi, dallo spaccio di droga fino all’infiltrazioni nella politica.

Buscetta rivendicherà fino alla fine il suo ruolo di uomo d’onore decantando di appartenere ad un’organizzazione che prima dei Corleonesi aveva un’etica. Sarà compito di Falcone ricordargli che Cosa Nostra è sempre stata un’associazione di criminali che si sono macchiati di crimini atroci fin dalla notte dei tempi.

La vendetta di Buscetta si consumerà durante il maxi processo che vedrà alla sbarra buona parte dei Corleonesi e chi per paura passò fra le file di quest’ultimi come Pippo Calò, amico di infanzia di Buscetta, che per ingraziarsi Riina uccise i figli del suo amico di infanzia.

Buscetta diventa una specie di rock star, diventando il primo pentito di mafia, ma come tutte le star ben presto anche la sua scia verrà ecclissata.

Bellocchio riesce a dare una doppia chiave di lettura al personaggio Buscetta. Da un alto abbiamo il mafioso che si sente tradito dall’ organizzazione criminale a cui appartiene. Mafioso che si serve, in maniera subdola, dello Stato per attuare la sua vendetta. Dall’altra parte abbiamo l’uomo, un uomo che si tormenta per non essere stato in grado di proteggere i suoi figli, un uomo che sarà ossessionato dai suoi nemici, un uomo che avrà paura di morire.

Bellocchio che riportandoci ad immagini che ricordano un po’ il Gattopardo di Visconti e il Padrino di Coppola ha realizzato davvero un bel film.

Chi di voi lo ha visto? Cosa ne pensate?

 

Il traditore