Quando c’è lui non c’è share che tenga, che siano nuove puntate o repliche, Il Commissario Montalbano vince su tutto. Dopo la messa in onda delle nuove puntate, la RAI ha pensato bene di trasmettere 10 dei vecchi episodi giusto per far tremare un po’ il terreno sotto i piedi della concorrenza. E se c’è qualcuno che ancora non lo ha capito, gli italiani sono pazzi per il commissario di Vigata e per il suo papà, il maestro Andrea Camilleri.

Ho letto il primo romanzo di Andrea Camilleri a quindici anni, il suo nome appariva fra l’elenco delle letture estive a cui la mia prof di italiano sottoponeva me e la mia classe durante le vacanze. Il libro era Il Birraio di Preston, una commedia degli equivoci alla siciliana. Un libro che mi colpì molto non solo per la storia, divertentissima, ma anche per la lingua, era il primo libro che leggevo dove appariva un larghissimo uso del dialetto siciliano. Incuriosita e fregandomene della lista della prof andai in libreria e comprai Il Ladro di Merendine, fu amore assoluto.

Il successo della serie su Il Commissario Montalbano e dei romanzi da cui è tratta deriva dalla sapiente arte del racconto di Andrea Camilleri.

Andrea Camiller

Per racconto si intende, cito testualmente il dizionario della lingua italiana, l’esposizione orale o scritta di fatti veri o immaginari nel loro svolgimento temporale.

Ma con Camilleri si va al di là del racconto. Lo scrittore, sceneggiatore, regista e drammaturgo siciliano nato a Porto Empedocle il 6 settembre 1925 attraverso una scrittura schietta, sincera e ironica fa dell’arte del racconto una vera e propria rivoluzione. Camilleri riesce a catapultarti nella vicenda che narra, tanto che hai la sensazione di essere seduto sulla verandina della casa di Marinella a sorseggiare il caffè con il commissario. Quest’ultimo poi incarna tutto ciò che un eroe narrativo dovrebbe incarnare, ma allo stesso tempo è anche uno di noi e come noi ha le sue insicurezze e le sue fragilità e come noi sbaglia pagando le conseguenze dei suoi errori. Tutto ciò fa di Salvo Montalbano l’uomo che tutte noi donne vorremmo accanto, ma è anche l’uomo a cui tutti i maschi vorrebbero assomigliare.

Montalbano è una sorta di Maigret siculo, uno che grazie a uno spiccato senso dell’osservazione e intelletto risolve i casi, ma il vero successo delle sue doti investigative è dato dal rapporto che Montalbano ha con l’ambiente a lui circostante. Il commissario riesce a decifrare i misteriosi segni di quell’antichissima dimensione siciliana che coesiste felicemente con l’aspetto più moderno dell’isola. Quest’ambiente è rappresentato dalla cittadina fantastica e metaforica di Vigata.

il commissario montalbano

Fantastica perché nasce dalla fantasia di Camilleri, metaforica perché in realtà potrebbe essere qualsiasi paesino, cittadina o capoluogo siciliano.

Un altro elemento innovatore dell’arte di Camilleri è questa lingua da lui utilizzata, una lingua molto vicina al dialetto siciliano, dialetto che infondo è la versione più antica dell’italiano.

Camilleri ha dichiarato  “Per me l’italiano serve ad esprimere il concetto di una cosa, il dialetto ne descrive il sentimento.”

Ma la vera chiave di lettura dell’arte di Camilleri è l’ironia e questa forza comica fa del maestro Andrea l’innovatore del giallo siciliano.

L’appuntamento è per questa sera su RAI 1 alla 21.25 circa con la replica di un nuovo episodi del Commissario Montalbano.

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