La Notte delle Stelle Cadenti

Ieri sera, a Roma, si è svolta la 64° edizione dei David di Donatello. La versione italiana degli Oscar che ogni anno premia le migliori produzioni cinematografiche italiane.

Quest’anno la manifestazione si è presentata in una vesta totalmente nuova, grazie soprattutto a Piera Detassin, presidente della giuria, che ha voluto dare un taglio molto giovanile alla manifestazione. L’intento però della nuova Accademy non è riuscito, tanto che quella che doveva essere la notte delle stelle del cinema italiano si è tramutata nella notte delle stelle “cadenti”.

Cadenti perché l’immagine, che ieri sera i David hanno dato del cinema italiano è quella di un’industria stanca, di un’industria che non riesce ad essere originale e innovativa, metafora di tutto ciò il triste siparietto di Muccino e cast. Eppure film belli in concorso c’erano, film che purtroppo non sono stati premiati.

Non è bastata neanche la presenza come conduttore di Carlo Conti per dare quel senso di importanza alla serata. Tutto si è svolto in maniera lenta e noiosa. Perfino l’intervento di Benigni, che ha consegnato il David alla carriera a Tim Barton è stato giù di corda.

Nove statuette sono state assegnate a Dogman di Matteo Garrone, tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore non protagonista, film a detta di molti troppo sopravalutato, io non l’ho visto pertanto non posso giudicare.

Miglior attore protagonista Alessandro Borghi, per l’interpretazione di Stefano Cucchi nel film Sulla mia Pelle. Qui il link della mia recensione SULLA NOSTRA PELLE

Film che ha conquistato anche il premio come miglior regista emergente e miglior sceneggiatura originale. Film che insieme a Roma di Alfonso Cuaron, premio come miglior film straniero, posiziona Netflix in un ruolo sempre più promettente, fossi nei panni delle case di produzione comincerei a considerarla come un vero e proprio competitor.

Miglior attrice, l’incredula Elena Sofia Ricci, per Loro, film di Paolo Sorrentini, grande assente, a mio avviso ha semplicemente snobbato la serata, ecco lui per me è sopravalutato.

Miglior attrice non protagonista Marina Confalone per Il Vizio della Speranza che insieme a Capri Revolution forse meritavano qualcosa di più.

Premi speciali sono stati poi consegnati a Francesca Lo Schiavo, Uma Thurman e Dario Argento che con un velo di polemica ha ricordato che dopo 40 anni di onorata carriera questo era il primo David che riceveva.

A bocca asciutta, insieme a Sorrentino, è rimasto Luca Guadagnino. Del resto lui appartiene alla categoria, cervelli in fuga, artisti che all’estero sono riconosciuti per il loro eccezionale talento, ma che in Italia non sono neanche considerati.

E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con le scelte dell’Accademy?

Vi aspetto nei commenti.

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Isn’t it Romantic?

Che cos’è romantico? Il corteggiamento da parte di un uomo? Che l’uomo dei tuoi sogni si innamori pazzamente di te? Che la vita di ognuno di noi abbia quel happy ending tipico delle commedie romantiche?

Su questi quesiti si interroga il nuovo film di Todd Strauss- Schulson con Rebel Wilson e Liam Hemsworth dal titolo Isn’t it Romantic?

Io l’ho visto su Netflix e lo consiglio se volete trascorrere un’ora e mezza piacevole.

Isn’t Romantic è una satira su tutti i clichè che dominano le commedie romantiche americane. Protagonista è Natalie, una ragazza che di professione fa l’architetto, vive da sola a New York in compagnia del suo cane. Natalie è una ragazza con una bassa autostima, conduce una vita molto tranquilla anzi una vita anonima e odia le commedie romantiche. Un giorno in metropolitana è vittima di uno scippo a causa del quale subisce un forte trauma cranico. Ma nel momento in cui si risveglia in ospedale si rende conto che qualcosa non va, infatti Natalie è finita all’interno di una commedia romantica. Da qui inizia la satira a quella che per anni è stata la fonte più redditizia dell’industria hollywoodiana. Si va dall’incontro e innamoramento con il miliardario strafigo, all’amico gay esperto di moda alle scene con il ralenty.

Naturalmente Natalie è dentro ad un sogno, un sogno che le fa capire che la prima relazione importante è con noi stesse. Occorre innamorarci prima di noi e poi il resto verrà da sé.

Accettarci così come siamo pregi e difetti, essere noi stesse, credere nelle nostre capacità e sorridere senza essere rancorose. Cercare quello che ci fa stare bene, vivere il momento ma andare anche incontro al nostro futuro.

Questa è la chiave di lettura del film il cui messaggio è che la vita non è una commedia romantica, ma viverla bene e con una buona dose di autostima ci aiuta a essere i protagonisti assoluti della nostra sceneggiatura.

A proposito di sceneggiatura quella di Isn’t it Romantic è costruita su una scrittura molto semplice partita dall’idea di tre donne, l’attrice Erin Carillo, Dana Fox la sceneggiatrice storica di commedie romantiche e Katie Silberman.

Il risultato è un prodotto ben riuscito e piacevole, arricchito da un cast di attori molto bravi.

Un film che ironizza sulle commedie ma che in realtà è una commedia esso stesso, una commedia che ci riporta nel mondo reale.

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