L’Amica Geniale

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C’era una volta un povero rione della Napoli degli anni 50 e c’erano due bambine Lila e Lenù che pur vivendo in famiglie umili con molte ristrettezze cercano con tutte le loro forze di riscattarsi.

Lila e Lenù sono le protagoniste della serie L’Amica Geniale andata in onda ieri sera su RAI 1 e tratta dal best seller omonimo scritto dalla misteriosa Elena Ferrante.

La serie coprodotta da Rai Cinema, Hbo, TimVision e Fandango era stata presentata all’ultima mostra del cinema di Venezia dove era stata molto apprezzata dalla giuria.

Le numerose aspettative createsi intorno a questa produzione diretta dal regista Saverio Costanzo hanno creato un vero e proprio conto alla rovescia fino a ieri sera.

Con tutta onestà ero un po’ scettica, in quanto ogni qual volta si generano questi fenomeni televisivi le aspettative sono sempre deluse, inoltre qualche hanno fa mi ero imbattuta nella lettura di un libro della Ferrante, L’Amore Molesto, e sinceramente non mi era piaciuto.

Di conseguenza in questi anni non ho neanche letto la quadrilogia di L’Amica Geniale, ma dopo ieri sera me ne sono pentita.

Quello che è visto ieri sera è un racconto così vero e viscerale che mi ha lasciato senza parole. Vero perché alcuni episodi narrati fanno parte di racconti che spesso ho ascoltato dalla voce delle mie nonne. Viscerale perché le emozioni di queste due bambine ti arrivano in maniera empatica.

Bimbe che devono lottare contro genitori che l’estrema misera porta a gesti irrazionali, genitori che vorrebbero dare di più ai loro figli ma non possono, genitori che cresciuti senza amore non riescono a darlo ai loro bambini.

Bimbe che a loro modo non ci stanno ad essere considerate inferiori solo perché femmine. Bimbe che lotteranno per la propria indipendenza.

L’Amica Geniale è una sorta di manifesto dell’emancipazione femminile, ma è anche la storia di un’amicizia.

Un’ amicizia quella fra Lila e Lenù fatta di grande complicità, ma anche rivalità. La ragazzina che agli occhi di tutti sembra essere la più forte e la più determinata, Lila è in realtà la più fragile. Mentre Elena, per tutti Lenù, così calma e mansueta sarà quella che colpirà tutti con il suo coraggio.

La vicenda delle due giovani protagoniste è inserita in una Napoli caratterizzata da un carosello di personaggi che rimanda alla storia della città e in un certo senso alla storia dell’intero paese.

Non avendo letto il libro non posso fare il confronto, ma devo dire che sia l’interpretazione delle due piccole protagoniste sia la scenografia, i costumi e la sceneggiatura sono davvero straordinari.

E voi cosa ne pensate. Avete visto la serie ieri sera. Chi di voi ha letto libro e mi può dire la sua sul confronto? Aspetto i vostri commenti.

 

LE TERRIFICANTI AVVENTURE DI SABRINA

Per festeggiare la notte di Halloween, ieri sera mi sono concessa la visione di Le Terrificanti Avventure di Sabrina, nuovo arrivato in casa Netflix e rifacimento della serie andata in onda negli anni 90, Sabrina Vita da Strega. La mia scelta è stata dettata da un sentimento di nostalgia in quanto credevo che Netflix mi avrebbe riportato in dietro nel tempo, a quel lontano 1997, al periodo delle scuole medie, a quando non si iniziavano i compiti se non dopo la visione di Sabrina.

Purtroppo, però, la nuova serie prodotta da Netflix e ideata e diretta da Roberto Aguirre-Sacasa ha poco a che vedere con la serie degli anni 90. Credo che il titolo Terrificanti Avventure sia stato super azzeccato in quanto siamo davanti ad una vera propria serie horror. Forse alcuni troveranno esagerata questa mia definizione, ma personalmente, quando sento parlare di Satana, Chiesa della notte e crocifissi capovolti, per me è horror. In Sabrina vita da Strega, invece si moriva dalle risate.

Protagonista della vicenda è Sabrina Spellman, interpretata da Kierman Shipka, ragazzina metà strega e metà umana, che nel giorno del suo sedicesimo compleanno dovrà decidere se percorrere la via della luce o la via del buio. Compleanno che cade proprio nel giorno di Halloween, giorno perfetto per organizzare l’Oscuro Battesimo della ragazza, battesimo che le permetterà di entrare nella congrega della chiesa della notte e servire l’oscuro signore. Le care zie Hilda e Zelda hanno preparato tutto e anche il sommo sacerdote, preside dell’accademia delle arti oscure non vede l’ora di avere Sabrina fra le sue allieve.

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Ma c’è un particolare che non hanno considerato, il legame che Sabrina ha con il suo fidanzato, le sue amiche e in generale con la sua vita. Amore che vince su tutto e porterà la ragazza a ribellarsi al suo destino da strega.

Sabrina, in questa serie, non si batte solo per la propria libertà, ma è rappresentata come una piccola femminista che lotta per i diritti delle donne. La vicenda, infatti è ambientata a Riverdale, piccola cittadina di provincia, puritana e misogina. L’intento degli autori, era, pertanto quello di realizzare una sorta di denuncia della odierna società, dove si ha l’impressione che la donna stia perdendo tutti i diritti acquisiti in passato per ritornare a rivestire il semplice ruolo di moglie e madre. Intento che a mio avviso è stato fallito, facendo risultare la serie come un prodotto rivolto soprattutto alla nuova generazione di teen-ager, molto amanti del genere horror.

La serie altro non è che un grande calderone dove sono stati mescolati un sacco di ingredienti, spesso provenienti da altri soggetti: le teorie dell’occulto, la caccia alle streghe, il femminismo, l’immagine di Sabrina che si inoltra nel bosco con indosso sempre un cappotto rosso che rimanda alla fiaba di cappuccetto e nomi come oscuro signore e accademia di magia che rimandano a Harry Potter.

Sbagliato, a mio avviso il capovolgimento di un personaggio come Salem, il gatto nero, che nella serie Sabrina vita da Strega, era uno stregone fidanzato di zia Hilda che tradendola fu punito dalla donna che lo tramutò in gatto. Animale che rappresentava la coscienza di Sabrina e alle volte una sorta di guida per la ragazza. Nella nuova serie, invece è ridotto a ruolo di “familio” una specie di schiavo sotto forma di animale.

Personalmente non riesco a trovare in questa serie nulla che mi piaccia, e voi cosa ne pensate?