Oggi festa della donna vorrei riproporre sul blog uno dei miei primi post dove ho recensito una serie televisiva, che a mio avviso, onora la donna in qualità di lavoratrice, madre, amica, moglie, sorella e membro della società i cui diritti dovrebbero essere pari ai suoi doveri. In un periodo in cui forte è l’odio verso noi donne, basti pensare al terribile episodio di Cisterna di Latina della settimana scorsa, occorre riflettere sull’idea che la donna non è il mostro della società moderna, ma bensì il baluardo, il pilastro su cui si regge ogni singola società ricca o povera che sia. Personalmente trovo ipocrita l’atteggiamento dei nostri tempi che osanna la donna l’8 marzo ma che poi la deride, la umilia e la massacra per tutto il resto dell’anno.

CALL THE MIDWIFE- L’AMORE E LA VITA, è una serie prodotta e realizzata dalla BBC e racconta la vita di un gruppo di levatrici nella Londra di fine anni 50. In Italia le prime due serie sono andate in onda su rete quattro, le altre tre sono disponibili su Netflix.

Protagonista delle prime tre serie è la giovane Jenny Lee, che appena diplomata alla scuola per infermiere, viene assegnata alla Nonnatus House in qualità di levatrice. La Nonnatus House si trovava nel quartiere di Pop Lar che insieme ai Docklands rappresentava gli East End di Londra.

Gli East End, alla fine degli anni 50 erano la zona più povera e degradata della capitale inglese, zona che venne poi demolita per far posto alla City.

La Nonnatus House era una sorta di progenitore degli odierni consultori ginecologici ma era anche un convento, infatti le infermiere laiche erano affiancate da un gruppo di suore cattoliche nella difficile ma emozionante attività d’ostetricia.

Jenny è una ragazza introversa e assai particolare, proveniente dal ceto medio, avrà qualche problema ad adattarsi ai ritmi e al degrado di Pop Lar. Sarà aiutata dalle sue colleghe Beatrix e Cynthia. La prima appare frivola e molto volitiva, ma col trascorrere delle serie maturerà diventando un punto di riferimento per tutte le donne del quartiere. Cynthia attraverserà una profonda crisi esistenziale che la condurrà a diventare suor Mary Cynthia. Al trio si aggiungerà la giunonica Camilla, appartenente ad una famiglia molto benestante che non accetta la sua scelta lavorativa, porterà una ventata di divertimento nella religiosa Nonnatus House.

Il gruppo delle suore che popola la Nonnatus è quanto mai variegato. Suor Julienne è la madre superiora, guida spirituale del convento e dell’attività d’ostetricia. Suor Evangelina, ex membro della resistenza britannica durante la guerra, è energica e autoritaria, difficilmente accetta le novità dettate dalle nuove scoperte mediche, come ad esempio il latte in polvere. Suor Bernadette è fra le levatrici una delle migliori, ma come Cynthia attraverserà una profonda crisi che la condurrà ad una drastica decisione. Al gruppo si aggiungerà Suor Winifred e per ultima ma non meno importante Suor Monica Joan che con i suoi 90 anni è la più svampita ed eccentrica di tutto il convento.

Pedalando su e giù per le vie del quartiere Jenny e le altre non dovranno fare i conti solo col degrado e la miseria, ma anche con tutta una serie di situazioni che vedono come protagoniste le donne.

Molte di queste donne vengono sfruttate, violentate o semplicemente emarginate dalla società solo perché DONNE!

Dietro tanto degrado ed emarginazione si manifesta lo spettacolo più bello di cui solo le donne sono le indiscusse protagoniste: la nascita di una nuova vita. La maternità però non è l’unico tema trattato, si parla di aborto, di bio testamento, di vaccinazioni e di parità di diritti fra uomini e donne. Tutti temi fortemente attuali. Ma la vera chiave di lettura della fiction è la solidarietà femminile, è la storia dell’amicizia fra un gruppo di donne che fanno squadra per il bene della collettività.

Ben presto al gruppo di giovani levatrici se ne aggiungono delle altre, Barbara Gilbert, figlia di un pastore protestante si contenderà con Trixi il bel padre Tom; Patsy Mouth, sopravvissuta da ragazzina ai campi di concentramento giapponesi, deve vivere nell’ombra per poter nascondere la sua omosessualità; infine Phyllis Crane, donna matura, diventerà un punto di riferimento per le giovani colleghe sia nel lavoro che nella vita. Da non dimenticare il dott. Turner, medico della mutua, è il pilatro portante di tutto il quartiere, vedovo e con un figlio adolescente incrocerà il suo destino con quello di Suor Bernadette.

La serie è tratta dalle memorie di Jennifer Worth ed è scritta così bene da farti emozionare ad ogni singola puntata. Buona parte di ciò che è raccontato corrisponde ad episodi realmente accaduti. Ti racconta di un mondo che non c’è più, di una figura, quella della levatrice che ha lasciato il passo alle moderne ostetriche, una figura che in un mondo che sapeva ancora di guerra e di miseria ti rassicurava e ti aiutava in uno dei momenti più difficili ma allo stesso tempo straordinari nella vita di una donna, quello di mettere al mondo tuo figlio.

 

P.S.

Sempre sul blog potete trovare la recensione di un’ altra serie che onora l’8 marzo, il titolo del post è QUANDO LE DONNE DIVENTANO PROTAGONISTE DELLA STORIA.

 

 

Call-the-Midwife-e1500054014655

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: