Questa sera andrà in onda su RAI 1 un nuovo episodio del Commissario Montalbano dal titolo Amore.

Sta volta il commissario (Luca Zingaretti) dovrà indagare sulla scomparsa di una bellissima ragazza di nome Michela Prestia. La ragazza ha alle spalle un passato difficile, passato che non le ha impedito di trovare la sua piccola porzione di felicità. Proprio per questo Montalbano pensa che la ragazza sia stata vittima di un omicidio. In suo aiuto per scoprire questo mistero arriveranno una bizzarra coppia di attori di teatro e la paziente Livia (Sonia Bergamasco) di cui Montalbano si scoprirà quanto mai geloso.

Ho letto il primo romanzo di Andrea Camilleri a quindici anni, il suo nome appariva fra l’elenco delle letture estive a cui la mia prof di italiano sottoponeva me e la mia classe durante le vacanze. Il libro era IL BIRRAIO DI PRESTON, una commedia degli equivoci alla siciliana. Un libro che mi colpì molto non solo per la storia, divertentissima, ma anche per la lingua, era il primo libro che leggevo dove appariva un larghissimo uso del dialetto siciliano. Incuriosita e fragrandomene della lista della prof andai in libreria e comprai IL LADRO DI MERENDINE, fu amore assoluto.

Il successo della serie su IL COMMISSARIO MONTALBANO e dei romanzi da cui è tratta deriva dalla sapiente arte del raccontare di Andrea Camilleri.

Per racconto si intende (cito testualmente il dizionario della lingua italiana) l’esposizione orale o scritta di fatti veri o immaginari nel loro svolgimento temporale. Ma con Camilleri si va al di là del racconto. Lo scrittore siciliano riesce a catapultarti nella vicenda che narra, tanto che hai la sensazione di essere seduta sulla verandina della casa di Marinella a sorseggiare il caffè con il commissario. Quest’ultimo poi incarna tutto ciò che un eroe narrativo dovrebbe incarnare, ma allo stesso tempo è anche uno di noi e come noi ha le sue insicurezze e le sue fragilità e come noi sbaglia pagando le conseguenze dei suoi errori. Tutto ciò fa di Salvo Montalbano l’uomo che tutte noi donne vorremmo accanto, ma è anche l’uomo a cui tutti i maschi vorrebbero assomigliare.

Attraverso i romanzi che raccontano le avventure del commissario di Vigata, Andrea Camilleri omaggia la sua terra, la Sicilia. Da siciliana vi posso dire che Camilleri descrive la vera Sicilia, una terra fatta da piccoli e grandi uomini, da donne straordinarie, gente che tutte le mattine si sveglia e cerca di fare il suo dovere, gente che vive con fatalismo i piccoli o grandi drammi della vita, gente che ama godersi la vita, gente che è cullata dalle onde del mare e baciata dai raggi del sole. Non amo quelle serie televisive come Rosy Abbate, Palermo Oggi Squadra Antimafia o L’onore e il Rispetto dove la Sicilia è associata solo alla criminalità organizzata, certo la mafia esiste ed è il cancro della mia terra, ma vi assicuro che la criminalità siciliana è molto diversa da come è rappresentata da queste fiction.

Avete un romanzo di Camilleri che preferite ad altri? Quali sono i vostri scrittori siciliani preferiti da cui hanno tratto film altrettanto belli?

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