Ieri sera è andata in onda la prima puntata della mini fiction che racconta la vita del grande Fabrizio De Andrè. Gli ascolti sono stati altissimi, sbaragliando la concorrenza di canale cinque, la fiction sul cantautore genovese, si posiziona terza per auditel dopo Montalbano e Don Matteo.

Conoscevo le sue canzoni perché la mia professoressa di letteratura italiana del liceo le aveva inserite come programma didattico, ma poco conoscevo della sua vita perché crescendo mi ero interessata ad altri artisti.

La definizione di principe libero gli calza alla perfezione in quanto ha vissuto in piena libertà tutta la sua vita, a cominciare da quando poco più che ventenne capì che la musica era la sua strada, andando contro il volere dei suoi genitori che lo volevano avvocato. Ma la sua è stata una sorta di rivolta personale a quelli che erano i dettami della società, rivolta che ha trasformato in musica creando un qualcosa che mancava nel panorama artistico di quegli anni, anzi nel panorama artistico italiano perché un altro artista come lui non si è più visto. Dori Ghezzi, sua moglie, all’anteprima ha detto: Attraverso la libertà si riesce a dare importanza alla parola, che è più forte di qualunque arma. E in effetti le parole di De Andrè sono un inno alla libertà.

Fabrizio De Andrè è stato un poeta moderno e un cantautore di rara bravura. Attraverso i suoi versi è riuscito a cantare la quotidianità della vita, dando voce agli ultimi. I protagonisti della sua canzoni erano prostitute e operai, gente umile e poveri diavoli che a causa di una sorte avversa andavano a finire sulle pagine della cronaca nera. Ma come molti artisti, Fabrizio era anche una persona molto fragile e insicura, insicurezza che spesso lo faceva rifugiare dietro ad una bottiglia di whisky.

L’interpretazione di Luca Marinelli che veste i panni di De Andrè è stata eccezionale. Hai la sensazione di vedere di nuovo il cantautore genovese. Una trasformazione che ha interessato soprattutto la voce. È Marinelli a cantare e la somiglianza con l’originale è fortissima. L’attore romano, classe 1984, si era fatto conoscere al grande pubblico come Mattia ne LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI, ha lavorato poi con Paolo Virzì e nel 2015 ha vinto il David di Donatello come miglior attore non protagonista per JEEG ROBOT.

Nel cast troviamo fra gli altri Ennio Fantastichini nel ruolo del padre di Fabrizio, Valentina Bellè è Dori Ghezzy, seconda moglie di De Andrè e suo grande amore e Elena Radonicich che interpreta Puny Rignon la prima moglie e mamma di Cristiano. Tutti diretti dal regista Luca Facchini.

Questa sera alle 21.25 andrà in onda la seconda e ultima parte. Se fra di voi c’è qualcuno che non conosce De Andrè, ma ho qualche dubbio, consiglio la fiction, ma soprattutto andate su youtube e ascoltate tutta la sua produzione.

La mia canzone preferita è il Pescatore, la vostra qual è?

TechPrincess_PrincipeLibero

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