Ieri sera su RAI 3 per il ciclo David D’oro è andato in onda il film LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE, opera prima di Pierfrancesco Diliberto in arte Pif. Film che con una sottile e delicata ironia racconta la sanguinosa stagione criminale di Cosa Nostra a Palermo. Racconto che avviene attraverso i ricordi di un bambino Arturo Giammarresi.

La vita di Arturo, fin dal suo concepimento, si è sempre incrociata con la mafia, ma anche con gli uomini delle istituzioni che hanno cercato di fermare questo fenomeno criminale.

Il piccolo Arturo si innamora di una sua compagna di scuola Flora Guarneri e non sa come dichiararsi alla bambina: illuminante sarà la visione in televisione di un’intervista al Maurizio Costanzo al presidente del consiglio Giulio Andreotti, che rivela di essersi dichiarato alla moglie in un cimitero. Da questo momento Andreotti diventa l’idolo di Arturo, tanto che il ragazzino si traveste dal politico in occasione di una festa di carnevale. Flora abita nello stesso stabile del giudice Rocco Chinnici che spesso darà consigli al piccolo Arturo sui suoi problemi di cuore, lo stesso farà il capo della squadra mobile Boris Giuliano che farà conoscere ad Arturo anche l’iris, un buonissimo dolce di ricotta della tradizione siciliana. Arturo conoscerà anche il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa grazie ad un concorso scolastico, ma sarà costretto anche ad assistere alla morte di queste persone. Morti alle quali l’onorevole Andreotti non sa dare una spiegazione e nel giovane Arturo viene meno la stima al leader della Democrazia Cristiana. Flora si trasferisce in Svizzera e trascorreranno quasi 10 anni prima che possa rivedere Arturo. Quest’ultimo riesce a coronare il suo sogno di bambino ossia diventare un giornalista e mentre lavora per un emittente locale rivede Flora (interpretata da Cristiana Capotondi) divenuta assistente personale dell’onorevole Salvo Lima. Finalmente Arturo (interpretato dallo stesso Pif) riesce a dichiarare il suo amore, ma il diverso punto di vista della ragazza sul fenomeno mafioso divide nuovamente i due ragazzi. I due si ritroveranno solo dopo le stragi di Capaci e di Via D’Amelio, stragi che sveglieranno un’intera generazione di siciliani che inizieranno a ribellarsi a Cosa Nostra.

Il film è un piccolo gioiellino in quanto Pif è riuscito a raccontare una tragica pagina della storia palermitana in modo molto semplice e ironico utilizzando una tecnica che ricorda molto la trasmissione di Mtv, IL TESTIMONE, che ha fatto conoscere e apprezzare al grande pubblico il giovane regista palermitano. Il film però è anche un omaggio agli uomini dello Stato che hanno sacrificato la loro vita per fermare e arginare il fenomeno mafioso.

Uomini e donne, non solo delle istituzioni, ma anche comuni cittadini che hanno avuto il coraggio di ribellarsi. Tutte figure che nei prossimi giorni saranno al centro delle vicende raccontate dalle nuove fiction RAI e MEDIASET e di cui vi parlerò.

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