FINO ALL’OSSO

Dopo la discussa serie 13, Netflix ha deciso di trattare un altro tema altrettanto discutibile, quello dell’anoressia e lo fa attraverso il film FINO ALL’OSSO.

Il film è stato scritto e diretto da Marti Noxon, famoso per aver curato la regia di BUFFY L’AMMAZZA VAMPIRI serie cult degli anni 90. Interpretato da Lily Collins, figlia di Phil il cantante dei Genesis, conosciuta al grande pubblico per aver interpretato CLAY in SHADOWHUNTERS-CITTA’ DI OSSA e Biancaneve nella versione cinematografica della famosa favola. Accanto a lei troviamo Keanu Reeves che non ha bisogno di presentazioni.

La storia ha per protagonista Ellen (Lily Collins), una ventenne con grandi doti artistiche, che a causa di un forte senso di colpa, inizia ad avere un angosciante cura del suo corpo e la smania di dimagrire a tutti i costi. L’anoressia diventa ben presto il mezzo attraverso il quale Ellen si allontana dalla realtà, dai problemi e dalla sua famiglia. Quest’ultima non fa altro che peggiorare lo stato psichico di Ellen. Una famiglia dove una madre narcisista, lesbica e con tendenze depressive e un padre totalmente assente delegano ad una matrigna chiacchierona e invadente di trovare una soluzione al problema della figlia.

Soluzione al problema che porta il nome di dottor. Becam (Keanu Reeves). Questi gestisce una clinica/casa famiglia dove con metodi anti convenzionali e alternativi cerca di guarire i ragazzi affetti da disturbi alimentari. Qui Ellen incontra Luc, un ex ballerino, grazie all’affetto e all’amicizia del ragazzo Ellen inizia a capire che deve combattere questo oscuro male che la sta portando inesorabilmente alla morte. Ellen toccherà l’abisso più profondo ma riuscirà a trovare quel coraggio che la indurrà a credere in sé stessa e ad affrontare le cose brutte della vita e di conseguenza le cose belle.

Film molto interessante perché pone l’attenzione su un problema come quello dell’anoressia ma in particolare sui disturbi alimentari in generale di cui non si parla più. In realtà le cifre di ragazze e ragazzi che si ammalano di questi disturbi sono sempre più in aumento. Ragazzi deviati dall’idea che tutti dobbiamo essere magri, perché magro è sinonimo di felicità, ragazzi infelici che cercano di catturare l’attenzione rifiutando il cibo, ragazzi con poca fiducia in sé stessi che per non affrontare la vita si annullano nell’ossessivo calcolo delle calorie.

Il film è stato fortemente criticato dagli addetti ai lavori, molti psichiatri ritengono infatti che il tema dell’anoressia sia stato trattato in maniera glamour. Personalmente non sono d’accordo in quanto, utilizzando le parole della stessa Collins che ha sofferto di disturbi alimentari, il film ti dimostra che l’anoressia ti scava dentro e ti conduce all’autodistruzione. Ma come ogni malattia psichiatrica tutto dipende da te e se vuoi ne puoi uscirne.

fino all'osso

 

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