DSC05242

Questa foto scattata dalla sottoscritta ritrae la panchina rossa posta davanti il tribunale di Messina

Che cosa vuol dire essere donna oggi? Perchè facciamo così paura? Che cosa c’è di sbagliato in noi? Perchè noi siamo l’errore, o almeno così te la pone la società in cui viviamo. Siamo noi che andiamo a cercarcela, siamo noi che non distinguiamo il bene dal male, siamo noi ad avere la superbia a voler cambiare uomini violenti, siamo noi ad essere arroganti nel chiedere pari trattamento sul posto di lavoro, siamo noi le sfacciate a pretendere il diritto di decidere del nostro corpo o semplicemente il diritto di essere trattate al pari di un cittadino di sesso maschile.

Mai nessuno a chiedersi che forse il problema è nella società in cui viviamo, una società apertamente misogina, che vuole la donna relegata in casa come 50 anni fa. Una società che ufficialmente critica i paesi mussulmani per il modo in cui sono trattate le donne, ma che sotto sotto ci metterebbe volentieri il burka.

Mai nessuno a chiedersi che il problema del femminicidio non sta nel fatto che le donne non denunciano in tempo i loro aguzzini, e quando lo fanno poi non cambia molto, il problema è negli uomini, uomini malati, uomini che non accettano la fine di una relazione, uomini che vedono nella donna non un essere umano con una propria facoltà intellettiva, ma semplicemente un oggetto.

Tutti questi pensieri li facevo ieri, 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Innumerevoli le iniziative, le prese di posizione e i bei discorsi. RAI 1 ha riproposto la fiction IO CI SONO che racconta la storia di Lucia Annibali, l’avvocato sfregiato con l’acido dal suo ex. Mentre su REAL TIME andava in onda SARA documentario che ricordava Sara Di Pietrantonio, strangolata e data alle fiamme a soli 22 anni dall’ex fidanzato. Ma una volta chiusi i riflettori, oggi il problema è stato risolto o solo dimenticato? Su questa riflessione, nasce l’anno scorso, l’iniziativa PANCHINA ROSSA, che consiste nel posizionare una panchina di colore rosso in un luogo significativo della città con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità al rispetto per le donne, rispetto che deve essere un impegno quotidiano che non deve fermarsi alle sole giornate commemorative.  La panchina vuole ricordare il posto che le donne uccise occupavano all’interno della società, in qualità di lavoratrici, madri o semplicemente come cittadine. Rosso è il colore del sangue che rimanda alla ferocia con cui queste donne sono state strappate dalla società.

In questo anno, tante sono state la panchine rosse collocate in diverse città italiane, a ricordare una mamma, una figlia, una sorella o semplicemente una di noi massacrata dall’uomo che diceva di amarla. Giovedì 17 novembre, davanti al tribunale della mia città, Messina, l’assessorato delle pari opportunità insieme ad alcune associazioni e centri anti violenza, ha posto la panchina rossa. Promotrici dell’iniziativa in Sicilia, Vera Squadrito, madre di Giordana Di Stefano, uccisa nell’ottobre del 2015 con 47 coltellate dall’ex, Luca Priolo. Priolo che 10 giorni fa è stato condannato a scontare 30 di carcere dal tribunale di Catania. Insieme a lei Giovanna Zizzo, il cui marito l’anno scorso per vendicarsi del fatto che la donna aveva posto fine al loro matrimonio uccide la loro figlia minore, Laura di soli 12 anni.

PANCHINA ROSSA si ispira alla campagna tutta messinese di POSTO OCCUPATO, ideata nel 2013 da Maria Andaloro. L’idea è quella di occupare per ogni donna uccisa un posto in un luogo pubblico o privato. Una sedia in un teatro, un posto sul tram, a scuola, in metropolitana o in consiglio comunale, per ricordare il ruolo che queste donne occupavano all’interno della società. L’obiettivo è quello di tenere alta l’attenzione sul problema della violenza sulle donne fino a quando non ci saranno più posti occupati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: