Pubblicato in: serie tv

IL FEMMINISMO DI MARGARETH ATWOOD

Margareth Atwood è la donna del momento. Classe 1939, poetessa e scrittrice canadese, è stata un membro di spicco del movimento femminista degli anni 60. Nei suoi romanzi ha sempre analizzato il ruolo della donna all’interno della società, ha criticato con toni satirici i regimi totalitari senza risparmiare i sistemi politici occidentali. Ultimamente da due dei suoi romanzi sono state tratte due fortunate serie televisive che hanno fatto riscoprire al grande pubblico questa scrittrice dalle eccezionali doti narrative.

Dal 3 novembre è disponibile su Netflix la serie L’ALTRA GRACE, tratta dall’omonimo romanzo di Margareth Atwood pubblicato nel 1996. Il romanzo è ispirato ad un fatto di cronaca avvenuto in Canada nel 1843: un uomo benestante Thomas Kinnear e la sua governante Nancy Montgomery furono ferocemente assassinati, lo stalliere James Mcdermott e la domestica Grace Marks furono accusati dell’omicidio e per questo vennero condannati il primo alla pena di morte, la seconda a 30 anni di carcere. L’aspetto dell’omicidio e del processo raccontato nel romanzo e nella serie corrispondono alla realtà, ciò che aggiunge la Atwood è l’analisi introspettiva del personaggio di Grace Marks.

Nella serie in 6 episodi prodotta dalla televisione canadese e da Netflix per la regia di Mary Harron si cerca di analizzare come nel romanzo del resto la figura di Grace, doppiamente vittima del sistema sociale del suo tempo, in quanto donna è in quanto povera. Non tutti ritengono la giovane colpevole così dopo aver scontato quasi 10 anni di carcere di cui una buona parte in manicomio dove è stata sottoposta ad atroci violenze e abusi, Grace (interpretata da Sarah Gadon) è affidata all’analisi psichiatrica del dott. Simon Jordan che deve scoprire se la ragazza è davvero colpevole o innocente o affetta da qualche disturbo mentale che l’ha indotta a uccidere e poi dimenticare l’accaduto. Durante le sedute conosciamo la triste storia di Grace, una storia fatta di abusi e violenze. Con lei conosciamo anche la dolce Mary Whitney, amica di Grace e il venditore ambulante Jeremias (interpretato da Zachary Levi), che avranno un ruolo determinante in tutto il racconto. Ma conosceremo da vicino anche James Mcdermott e Nancy Montgomery (interpretata da Anna Paquin). Dagli incontri col dott. Jordan viene fuori una Grace enigmatica, una donna che ha saputo superare terribili esperienze senza farsi quasi condizionare da queste, una donna che racconta la sua storia come se fosse la storia di un’altra persona. È davvero colpevole di omicidio o solo una vittima accusata ingiustamente la cui unica colpa era quella di essere una ragazza molto bella e ingenua?

Molto diversa è la storia narrata nell’altra serie televisiva, IL RACCONTO DELL’ANCELLA. In Italia è trasmessa su TIM VISION, ma non avendo l’abbonamento a questo canale non ve ne posso parlare. So che ha vinto più di 16 Grammy e che vede fra gli attori nomi molto conosciuti e amati dal pubblico come Alexis Bledel (Rory di Gilmore Girls), Elisabeth Moss (Peggy di Mad Man), Joseph Fiennes (Shakespeare in Love) e Samira Denise Wiley (Poussey in Orange Is The New Black).

Ma posso parlarvi del romanzo che ho letto e apprezzato moltissimo. È stato pubblicato nel 1985 subendo la censura in molti paesi. Ciò che la Atwood immagina in questo libro è sconvolgente. Siamo in un ipotetico futuro dove il mondo è stato devastato dalle radiazioni nucleari e gli Stati Uniti d’America sono diventati una dittatura, denominata Repubblica di Gallad. Questa repubblica totalitaria si basa su un sistema oligarchico e misogino dove le donne non hanno più un ruolo sociale hanno solo un compito, quello di procreare e di garantire una discendenza all’élite dominatrice. Non tutte però possono generare un’altra vita a causa delle radiazioni, sono in poche quelle rimaste fertili e per questo sono chiamate ancelle e vestono con una veste rossa e sul capo portano una cuffia bianca. Difred, la protagonista, è una di loro.

Tutto il racconto è in chiave metaforica è vuole essere una denuncia alla condizione femminile. La Atwood quando lo scrisse pensò alla donna nei paesi medio-orientali, ma leggendolo oggi viene quasi spontaneo collegarlo alle donne di oggi che vivono in occidente. Nel racconto quando si insedia la dittatura il ruolo della donna viene lentamente ridimensionato iniziando col blocco dei conti correnti intestati alle donne e invitando quest’ultime a non recarsi più al lavoro ma di rimanere in casa a curare marito e prole. Altra cosa che il regima di Gallad fa è ridurre la presenza femminile nei luoghi di potere fino a farla scomparire del tutto, scompariranno le scuole, le università, verranno abolite leggi come l’aborto e la libertà di parola e innalzati muri e fili spinati. Vi ricorda qualcosa?

Ma Difred non ci sta, lei e altre ancelle decideranno di ribellarsi e di riconquistare la libertà perduta. Esempio che secondo Margareth Atwood dovremmo seguire tutte, dovremmo scendere in piazza proprio come fecero le nostre madri rivendicando salari pari agli uomini, ruoli nella politica e nei luoghi di potere, il diritto di decidere del nostro corpo e soprattutto il rispetto della nostra vita dato che almeno in Italia noi donne stiamo diventando carne da macello.

alias-grace-e1507999907237

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...