Come oggi esattamente vent’anni fa moriva Diana Spencer, principessa del Galles o come amano definirla gli inglesi la principessa del popolo. Nelle ultime settimane sono stati numerosi i documentari e le docu-fiction andate in onda sulla vita e la tragica morte di Lady D., sia sulla TV inglese che su quella americana e perfino in Italia, canale 9 ha trasmesso il documentario DIANA, LA VERA STORIA; e sull’8 LADY D. LE VERITA’ NASCOSTE. Tutti si concentrano sulla tragica morte della principessa e sulle congetture nate intorno ad essa, ponendo l’accento soprattutto su i suoi amanti e su i suoi disturbi alimentari e psichici in generale.

Ma dopo vent’anni che cosa è rimasto di questa donna bellissima ma allo stesso tempo irrequieta e tormentata? Diana è stata una pioniera, ha anticipato con il suo stile, la sua eleganza e con la sua amicizia con i più famosi stilisti dell’epoca le fashion blogger e quell’esercito di modelle definite oggi it-girl o socialite. E’ stata la prima a battersi per cause umanitarie, come quella contro le mine antiuomo per esempio e poi gli incontri con MADRE TERESA e Nelson Mandela solo per citarne alcuni. Esempio oggi seguito da star come Angelina Jolie e Madonna che si battono per i diritti dell’infanzia nei paesi più poveri o Leonardo Di Caprio che lotta per la salvaguardia dell’ambiente e poi tutti in fila dietro la porte di San Pietro per farsi un selfi con PAPA FRANCESCO. E poi prima fra tutti ha capito il potere della stampa, il potere della comunicazione di massa. Era lei in parte a cercare i fotografi, soprattutto quando il suo matrimonio stava naufragando perché aveva capito che la famiglia reale non era in grado di gestire i media.

Stampa grazie alla quale è diventata LADY D., stampa che l’ha aiutata a vendere la propria immagine, proprio come oggi farebbe un social media manager. Ma col passare del tempo la cosa le è sfuggita dalle mani e la stampa è stata in buona parte la causa della sua morte.

Morte che ha travolto la famiglia reale, che ha dovuto cambiare prospettiva sul futuro e iniziare a diventare un po’ più umana. Se è vero solo in minima parte ciò che viene raccontato, la povera Diana si è ritrovata giovanissima a gestire un gruppo di persone che più che una famiglia erano una sorta di mostro medievale e la buon Diana come ogni cavaliere che si rispetti armata di armatura e fendente ha sfidato quel mostro e lo ha sconfitto anche se a discapito della propria vita. Senza Diana forse oggi una comune ragazza dell’alta borghesia inglese non avrebbe mai sposato l’erede al trono aspirando a diventare un giorno la regina d’Inghilterra.IMG_0954[1]

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