Pubblicato in: serie tv

DRAMMI E DIRITTI

LE RAGAZZE DEL CENTRALLINO è la prima serie  spagnola targata Netflix, serie che, a mio parere, risulta un po’ deludente. Credo che l’intento degli autori fosse quello di realizzare una serie a tema storico sul modello della BBC, ponendo l’attenzione sul tema dell’emancipazione femminile. Intento fallito nel momento in cui il sentimentalismo tipico delle telenovela spagnola la fa da padrone.

Comunque la trama è questa: siamo nelle Madrid del 1928, la compagnia telefonica di proprietà della famiglia Cifuentes, fa nuove assunzioni come centralinista in seguito all’aumento dei propri abbonati, così Lidia, Carlota e Maria Inmaculada detta Marga si aggiungono ad un folto numero di giovani donne capitanate da Angeles e Sara Millian.

Lidia in realtà si chiama Alba e di professione fa la ladra, si trova alla compagnia per commettere un furto ordinatole dall’ispettore Beltràn, poliziotto che la ricatta. Il passato della ragazza è quanto mai misterioso, passato che riappare violentemente nella sua vita quando Lidia\Alba scopre che il direttore generale della compagnia è Francisco Gomez suo grande amore adolescenziale.

Carlota è la più ribelle del gruppo, non accetta l’idea che i suoi genitori decidano della sua vita, così sceglie di andare via di casa e trovare un lavoro, è fortemente convinta che le donne debbano avere pari diritti degli uomini, fra cui il diritto a votare. Riesce a convertire alla sua causa la timida e ingenua Marga che a poco a poco riesce a trovare la propria indipendenza e anche un fidanzato, mentre Carlota proverà le esperienze più estreme appoggiata da Sara Millian, il capo delle centraliniste.

Angeles è l’impiegata con maggior esperienza e istruisce le nuove arrivate, è una donna molto dolce e disponibile ma con un marito violento dal quale decide di separarsi, ma il divorzio nella Spagna dell’epoca non era ancora legale per tanto Angeles dovrà patire non poco per aver riconosciuti i propri diritti.

Diritti che nelle struttura narrativa da protagonisti diventano cornice. Al centro di tutto c’è il dramma d’amore, il dramma di Lidia\Alba che non sa scegliere tra Francisco e Carlos, quest’ultimo è il figlio di Don Cifuentes che innamoratosi di Lidia le offre l’opportunità di una nuova vita. Il dramma di Carlota divisa fra l’amore di un uomo e di una donna, il dramma di Marga che va in paranoia quando scopre che il suo Pablo è già promesso sposo ad un altra. Il tema dell’emancipazione femminile si ferma, in poche parole, al personaggio di Angeles e Sara, quest’ultima infatti, non si batte solo per il diritto al voto, ma essendo omosessuale, la sua lotta riguarda anche un altro tipo di indipendenza. Anche il contesto storico è stato curato male, si è persa l’occasione per spiegare cosa portò alla guerra civile e alla dittatura di Franco. Altra nota dolente è la colonna sonora, troppo moderna per 1928.

Va visto solo se siete amanti del SEGRETO e di altri prodotti simili e per i costumi e le scenografie che a dispetto di tutto il resto sono ben curati.

le ragazze del cantrallino

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