FACCIAMO CHE IO ERO……

Facciamo che io ero una bambina molto timida, cresciuta in un luna park zona EURO a Roma, facciamo che questa bambina avesse anche i nonni circensi e da loro avesse ereditato la vena artistica. Facciamo che quella bambina oggi sia Virginia Raffaele che con il suo ONE WOMAN SHOW, in onda in prima serata ogni mercoledì su RAI DUE, dal titolo FACCIAMO CHE IO ERO, ha dimostrato ancora una volta il suo grande talento.

Il programma ci riporta indietro ai grandi varietà di una volta, dove c’erano il balletto, l’ospite musicale, la spalla, le imitazioni e soprattutto grandi donne dello spettacolo. Ecco Virginia dimostra di essere al pari di una Goggi o di una Carrà. Scopriamo con sorpresa che è una bravissima ballerina e cantante. Tanti gli ospiti musicali fra cui Giorgia, Francesco Gabbani, Michele Bravi e tanti altri, con un’attenzione agli ospiti stranieri che rimandano alla tradizione circense molto cara a Virginia.

Certo non mancano i tempi morti o gli sketch poco riusciti, in parte dovuti ad ospiti non proprio bravi a farle da spalla, come Gabriel Garko o come Lillo e Greg, che personalmente non mi sono piaciuti, più esilaranti Ale e Franz della seconda puntata.

Fortunatamente a farle compagnia sul palco c’è Fabio De Luigi, che è invece un’ottima spalla, soprattutto quando Virginia imita Marina Abramovic, che fa parte di un nuovo gruppo di imitazioni dove Virginia ha eseguito un lavoro certosino e quasi maniacale per assomigliare perfettamente all’originale. Vengono fuori una Bianca Berlinguer e una Fiorella Mannoia perfette, mentre la mia preferita è la scrittrice Michela Murgia che cattivissima critica letteraria smonta addirittura i pilastri della letteratura italiana come la Divina Commedia o i Promessi Sposi. Accanto alle novità non mancano le imitazioni storiche come Sabrina Ferilli, Donatella Versace e il cavallo di battaglia Belen Rodríguez. Ferilli che come ospite della seconda serata non si è sottratta ad essere “vittima” della padrona di casa.

Ma per lunghi tratti della trasmissione, in scena c’è solo Virginia, senza trucco o maschera risulta più efficacie di qualsiasi imitazione. E nei suoi panni si cimenta in monologhi come quello su l’omofobia o sul cambiamento o il mancato cambiamento del paese Italia. Istrionica, divertente ormai amatissima dal grande pubblico, Virginia si dimostra un’artista molto intelligente a porre l’attenzione su alcuni temi sociali utilizzando la maschera dell’ironia e della comicità.

Ma fino a questo momento la miglior esibizione è quella della prima puntata, dove si è esibita con Roberto Bolle sulla coreografia di DIRTY DANCING, e come disse Virginia al festival di Sanremo dell’anno scorso CHE BELLO BOLLE CHE BALLA.

virginia raffaele

 

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